Tan Dream

I sensi insensati
mercoledì, 23 febbraio 2005

Cuore di ghiaccio

Qui nevica. Nevica fuori e nevica dentro. Nevica anche al rovescio dal basso e verso l’alto. Rovesci di neve infatti il meteo annunciava. Sento i cristalli che si attaccano al cuore, pian piano il mio diviene un cuore di ghiaccio. Chiamate le gelaterie di tutto il mondo, ho un nuovo prodotto raffinato da offrirvi, si gusta da solo o con un goccio di sangue nobile a 36 gradi. E’ un prodotto unico, non è riproducibile se non per vie traverse, e che siano l’ispessimento dei sentimenti, l’ovattazione delle sensazioni, l’abbassamento della temperatura affettiva. Ma come ogni surgelato al contatto con un raggio di sole o un po’ di calore, può trasmutarsi in qualcos’altro, potrebbe marcire, diventare cattivo, oppure potrebbe tranquillamente lasciarsi sciogliere teneramente. In quest’ultimo caso andrà servito ben caldo e non sarà necessario seguire le avvertenze né aggiungere altro.
postato da tandream alle ore 23/02/2005 17:33 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
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sabato, 19 febbraio 2005

Esami di conoscenza

E tornato a casa la sera di quel tardo pomeriggio, altrimenti appunto non era sera, impazzì. Sapeva che aveva superato alcuni esami, tra cui anche quello famoso di coscienza,  quella che inizia per “a” e finisce per Zeno, che fa rima con conoscenza ma non si adopera ad essere cofantascienza. Nonostante fosse ormai, or sempre, or ora, per terminare quella lunga lista di esami da svolgere sentiva di non essere del tutto felice. Mancava sempre qualcosa, mancava la luce, andava via la corrente, anni fa era mancata la nonna e mio zio fu mancato da una pallottola durante la guerra. E il tempo scappava sempre via a braccetto con lo spazio, infatti non c’era mai tempo, era un dannato fuggitivo anche lui, amante dei grandi spazi e della velocità della luce che lei sola riusciva a fermarlo.

Ti senti giudicato durante quelle ore. Ti senti giudizioso. All’improvviso ti paralizzi come una pianta, vieni colto dall’ansia e dalla dimenticanza, due ottimi fattori che lavorano part time nel campo dei sentimenti prolissi. Poi ti riprendi come se ti fossi appena lasciato andare, ti riprendi per paura di cadere nello sbaglio e fare splash. Sembrava che le ore e i giorni fossero contati. E di fatti il calendario ha sempre timore che un giorno arrivi la sua fine e l’orologio gira sempre su stesso perché non ha il coraggio di tirare dritto. Distorsioni. Ed io quella sera tornato a casa impazzii. Mi distesi sul letto e alzai le gambe per non farli sentire arti inferiori (cit.).

postato da tandream alle ore 19/02/2005 10:52 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
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venerdì, 18 febbraio 2005

Scolpito, nella pietra

Chiunque tu sia entra
c'è ancora un po' di spazio in questo posto
e anche se non troverai amore in me
posso sempre imparare a fingere

Nessuno farà strada al sole
il mio cuore ormai è di pietra
nessuno sarà la carezza
che ho sognato per te

Se la distanza è così lontano
e il pensiero certezza
che si aggroviglia nella testa
come un mistero in controluce
come blu che non esiste

Tutto quello che trema non cade
il cielo divora il cielo all'imbrunire
tutto ciò che sanguina non può morire
questo amore divora il tuo amore
fino alla radice.

postato da tandream alle ore 18/02/2005 07:48 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: parole sognate


giovedì, 10 febbraio 2005

Il fuggitivo

E se non dovessi tornare mai più? E se continuassi a correre a perdifiato lungo le salite e le discese della vita senza più fermarmi, scappare via sia da quello che è buono e da quello che è cattivo e magari restare con il brutto e faccio un film western horror? Sempre che ormai ci sia ancora la distinzione tra buono e cattivo, per il brutto sì, per quello sì, si fa ancora distinzione. Ecco se io continuassi a scappare da qualsiasi cosa bella o brutta che sia, fin dove arriverei? No, magari per la bella resto…Forse potrebbe essere da codardi e allora se scappo e poi trovo la bella mi fermo. Sempre che naturalmente non sia assieme alla bestia. Ma domani mi tocca correre di nuovo e poi non farò come la donna che dicono sia mobile. Mi fermerò comunque un attimo a riflettere, magari davanti allo specchio, riesce meglio. Credo che queste parole siano corse troppo velocemente sulla tastiera.
E credo, ma non che ne sia sicuro, che oggi, ma anche domani, anche le parole scritte voleranno.

Verba volant, scripta purent.
postato da tandream alle ore 10/02/2005 16:36 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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