Tan Dream

I sensi insensati
mercoledì, 30 marzo 2005

Del primo bacio e della mia colpevolezza

Era del tutto innocente. Le sue mani avevano accarezzato quella pelle lungo le curve della sua schiena e lui si riteneva del tutto innocente. Era l’età dell’innocenza, quella che fa rima con indecenza e si coniuga bene con concupiscenza. Era stato un bacio a freddo su delle labbra calde, uno scivolare di corpi a contatto tra loro, mentre le mani si intrecciavano le une con le altre a creare un unico disegno. Le mura sudavano mentre i vetri si appannavano per non lasciare sfuggire uno sguardo indiscreto. Era l’età in cui s’impara l’amore e si commette un peccato mortale. I suoi mugolii si confondevano con i miei respiri. Si muoveva tutto dal basso verso l’alto. Era l’età in cui si iniziava ad essere consapevoli di aver commesso un reato. I loro corpi si profanavano l'uno all’interno dell’altro. Le lenzuola si inzuppavano di piacere. Si venne a conoscenza di aver perso per sempre il paradiso terrestre. Erano i primi giorni di questa era. Fu colta la mela e fu assaggiato per la prima volta il piacere. I suoi occhi si socchiusero in uno stato di beatitudine. Un ultimo bacio prima di addormentarsi ancora avvinghiati. E da quel giorno lo avrebbero fatto per sempre. L’ultimo giorno della loro innocenza. Ed era diventato umano, troppo umano.

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sabato, 26 marzo 2005

Dei doppioni e delle personalità multiple

Era un doppiatore nato, sottotitolava la vita con frasi senza senso. Aveva una doppia personalità e i problemi nascevano sempre quando era ora di scegliere dove andare in vacanza. Vedeva doppio allo specchio, ordinava tutto doppio, era il doppione per eccellenza. Una volta morto non avrebbero saputo dove metterlo, tagliare a metà la sua anima non sarebbe stata la soluzione migliore. Aveva sempre due idee al riguardo, due valigie diverse per il guardaroba, due fidanzate che lo avevano lasciato, due modi di vedere differenti, dall’alto verso il basso. Poteva incutere timore per i suoi doppi sensi, poteva far tenerezza con la sua dolcezza. Si deliziava a non capire chi dei due fosse e si divertiva a sceglierne uno a caso da indossare la mattina. Due vestiti per ogni occasione, due maschere da scegliere. Ma lui, lui chi era? Lui lo sapeva bene. Lui era la terza persona. E la terza persona in causa era il colpevole che però ormai era già fuggito a gambe all’aria con il rischio così di radersi i capelli al suolo. Ma lo avrebbe riacciuffato.
Le uova di cioccolato erano due. Doveva scegliere quale aprire. Forse la decisione migliore era di aprire la finestra e volare via come una colomba.
Buona Pasqua.
E ricordatevi: stanotte scatta l’ora legale e quella di prima verrà arrestata. L'ora del tempo che è stato rubato.
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venerdì, 25 marzo 2005

Angelo

Io non so chi sono ne da dove vengo. Io ho dimenticato il nome, gli anni, la mia natura e il mio mondo.  Ho perso ogni speranza da quando sono entrato qui sulla vostra terra, da quando scesi per toccare l'erba dei vostri prati, da quando volli assaporare quel primo umano bacio, da quando versai la mia prima lacrima sul volto. Non sono più parte dei cieli infiniti, adesso sento con il vostro sentire, tocco con il vostro toccare, respiro con il vostro respirare, e i dolori, o i dolori, fanno male con il vostro far male. Non so perché sia qui, non so perché l'ala si spezzò, so solo che mi trascino lungo questo sentiero da un po', incontro visi e mi ci specchio per incontrare me stesso, incontro gli altri per incontrare me stesso, mi scontro contro qualche bocca per assaporarne il sapore ardito di conoscere, mi lascio andare e mi lascio riprendere, faccio bene, faccio male, sono qui, sono umano. Guardate, la mia mano indica a est, lì dove il sole sorge, lì dove il sole sorge...
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giovedì, 24 marzo 2005

Empty bodies

Mi stanco di essere roccia e mi dirigo verso la stanza, l’odore della tua barba mi penetra nei pori, mi gela il sangue, il libro che stavi leggendo è ancora sul tavolo, sul divano c’è sempre quell’avvallamento lasciato dal tuo corpo, tocco con la mano quel vuoto, il vuoto con una forma è sempre vuoto ma fa più male: puoi sentire i contorni invisibili, l’impronta che si allontana come un cavallo fantasma, puoi diventare pazzo, sfiorare la morte.

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martedì, 22 marzo 2005

Quelle giornate così

Erano giornate vuote. Giorni senza soli quindi pieni di coppie e di folle. Erano quelle giornate dove ti davano il due di picche e tu non capendo continuavi a fare poker. Erano giornate senza più mezzi termini ma con parole intere che ti indirizzavano per la giusta via. E venivano le notti con le lune, le due, le tre… e volevi andare a letto ma eri così stanco che volevi che fosse il letto a venire da te. E dal buio della tua stanza non vedevi le stelle e ti chiedevi il perché. Erano quelle notti dove tenevi sempre le tapparelle abbassate. Per paura di una rapina. Erano quelle notti in cui non capivi che ci sarebbe potuto essere un furto all’improvviso, quelle notti in cui il tuo cuore poteva essere rubato da un sogno. Ma sapevi anche che erano i giorni in cui c’era il Governo ladro e non pioveva. Arrivavano le albe senza i siparietti, anzi, senza le Parietti, erano albe chiare che respiravano piano piano e ti accorgevi amaramente che non erano nel tuo letto. Né la Parietti né Alba Chiara. Ti alzavi e volgevi il tuo sguardo al sole. E non riuscivi a vederlo. C’erano ancora le tapparelle abbassate. Era ora di iniziare un nuovo giorno.
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sabato, 19 marzo 2005

Vita quotidiana e non

Credo che sia ora di rinvigorire un po' questo blog, sempre che ci riesca. E come ha scritto in un commento un'amica inizia davvero ad avere le ragnatele. Ammetto però che il mio super eroe preferito è sempre stato Spider Man!
E un po' di ragnatele inizio forse ad averle anch'io. Non sono padre, ma oggi è anche la mia festa se vogliamo considerare un altro anno sul groppone una festa.
Invece ho notato che stranamente il vecchio blog pur non nessundo più aggiornato è arrivato ad un picco di quasi cento visite al giorno! Eppure non vengono lasciati commenti. A parte qualche rara volta. Opera unica ed omnia. In effetti aveva tutto un altro sapore. Magari torno da quelle parti.
Adesso vado a spegnere le candeline e a salutare mio padre. Oggi in qualche modo sono davvero più grande in molti sensi. No, non sono ingrassato!

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giovedì, 10 marzo 2005

Riflessioni post-traumatiche

Perché io non vivo tutti i giorni forse perché vivo troppo dentro di me per vivere gli altri. Ama e lascia vivere, forse amo troppo e lascio vivere e vivo troppo dentro me. Ma si può morire dentro a volte o forse bisogna farlo spesso più volte al giorno per dare agli altri. Forse bisogna rinunciare un po' a se stessi, ma non ai propri piaceri, bisogna saper rinunciare ai propri dolori.
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venerdì, 04 marzo 2005

Disquisinzioni

Nei suoi occhi trapelavano come patate scintille di curiosità. E non fu il freddo cane a fermare la sua bramosia ma bensì un inverno gatto. E se gatta ci cova la chioccia miagola e qualcosa non torna perché ormai è andata via, come i conti che preferiscono spesso stare in vacanza nei momenti più impensabili e anzi, impagabili. Per non parlare dei duchi. Dev’essere un atteggiamento mentale che magari dopo un incidente ti renda contuso e felice piuttosto che molle. Scende la neve su di me ma che fa, prima o poi dovrà risalire anche se tra un po’ non ci sarà neppure l’intera stagione oltre alla mezza. Non ci saranno nemmeno più anni. Più giorni. Non c’è più tempo, bisogna correre e chi bisogna correre sogna di filare via velocemente due volte. Arcate, archi e architetti, orchi, orchidee e orchestrine, e qui finiamo a San Remo che pensavo fosse il protettore di chi ama andare in barca, invece credo di aver scoperto che è il patrono della stecca. Ho perso il filo del discorso e adesso non so più come ricamare in perfetto stile libero, ma forse è proprio questo il punto e mettiamoci una croce sopra e fare punto croce non sarà poi così tanto difficile neanche per l’uomo più virale del pianeta. Quell’uomo che ti attacca qualsiasi cosa addosso, quel tipo di uomo che si può definire troppo appiccicoso, l’uomo caramella, di cui esistono diversi gusti e sapori. Ma non mi piacciono le caramelle e soprattutto non mi piacciono gli uomini, preferisco la donna che si lega a te non perché sia del nord (e quindi per partito preso), ma perché abbia semplicemente qualche affinità linguistica, sappia elucubrare, essere all’altezza e capovolgere la mia visione della vita. Quindi come prima cosa le amerò i piedi.
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giovedì, 03 marzo 2005

Meet Joe Black

"...non un ombra di trasalimento, non un bisbiglio di eccitazione, questo rapporto ha la stessa passione di una coppia di nibbi reali, voglio che qualcuno ti travolga, voglio che tu leviti, voglio che tu canti con rapimento e che danzi come un derviscio, abbi una felicita' delirante o almeno non respingerla. L'amore e' passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi, io ti dico buttati a capofitto, trova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera... come trovarlo... beh... dimentica il cervello e ascolta il cuore. perche' la verita' e' che non ha senso vivere se manca questo, fare il viaggio e non innamorarsi profondamente equivale a non vivere, ma devi tentare, perche' se non hai tentato non hai mai vissuto. Non respingere chi osa, esiste il colpo di fulmine."



(Vi presento Joe Black)
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mercoledì, 02 marzo 2005

Ho fatto Crash! Boom! Bang!

 
My Papa told me to stay out of trouble
"When you've found your woman, make sure she's for real!".

I've learned that nothing really lasts forever
I sleep with the scars I wear that won't heal
They won't heal.

Cos every time I seem to fall in love
Crash! Boom! Bang!
I find the heart but then I hit the wall
Crash! Boom! Bang!
That's the call, that's the game and the pain stays the same.

I'm walking down this empty road to nowhere
I pass by the houses and blocks I once knew.

My Mama told me not to mess with sorrow
But I always did, and Lord, I still do
I'm still breaking the rules
I kick it up
I kick it down.

Cos every time I seem to fall in love
Crash! Boom! Bang!
I find the heart but then I hit the wall
Crash! Boom! Bang!
That's my real middle-name
It has always been the same
That's the call, that's the game and the pain stays the same.

I still feel the heat
Slowly fallin' from the sky
And the taste of the kissing
Shattered by rain
Comin' tumblin' from behind
And the wild holy war.

I kick it up
I kick it down

And every time I seem to fall in love
Crash! Boom! Bang!
I find the roses dying on the floor
Crash! Boom! Bang!
That's the tall, that's the game and the pain stays the same
That's my real middle-name
It has always been the same.

Oh Yea Oh Yea Oh Yea Uh-huh
Been the same, been the same
It has always been the same.
 
(Roxette)
 
Me lo avevano detto di non giocare troppo con le macchinine. Questa canzone non è solo una parodia...


postato da tandream alle ore 02/03/2005 19:11 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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