Tan Dream

I sensi insensati
giovedì, 26 maggio 2005

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mercoledì, 25 maggio 2005

Indovinelli e prove tecniche di trasmissione

Sono caduco in amore
cado più volte a farmi male
cercando di affogare per respirare
in tutti i miei sbagli.

Ho incontrato un orpello magico
si suona guardando la finestra
canta se lo accarezzi da lontano

il suo nome è come creta
nel suo nome mi addormento insonne
occhi spalancati a vederla sul soffitto.

Sconfitto mi arrendo all'affitto
non è possibile pagare l'affetto
mi ritratto, mi stampo sul letto.

Sono un'ombra al buio della notte
magica fusione sciolta come effusione
baciami, bacia, ami, mani attorno.

Nottambulo, deambulo, insonne,
sonora la sua voce rimbomba
come fiato flebile nelle orecchie.

Chiudo gli occhi spalancati
lei è placcata come oro sulla retina
mi addormento e sogni d'oro.
postato da tandream alle ore 25/05/2005 13:56 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: poesia, forse


lunedì, 23 maggio 2005

 «Sono morto perché non ho il desiderio, non ho desiderio perché credo di possedere, credo di possedere perché non cerco di dare. Cercando di dare, si vede che non si ha niente, vedendo che non si ha niente, si cerca di dare se stessi, cercando di dare se stessi, si vede che non si è niente, vedendo che non si è niente, si desidera divenire, desiderando divenire, si vive».
(Renè Daumal)
postato da tandream alle ore 23/05/2005 22:11 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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domenica, 22 maggio 2005

Istrici isterici

Il sole oggi è alto sopra la finestra, la finestra è bassa, la solita tapparella. I sensi insensati dormono da più di cinque giorni, sensi addormentati nell’attesa del bacio di un’emozione irrazionale. Le calde ombre che ho incontrato stamattina combattevano a riflettersi sotto il sole.
Terreni, spiazzi isolati, completamente spiazzato tra vicoli e fessure, svincolo, mi deambulo, cerco di svignarmela, cogliere la prima mela in una vigna, svignarla, farla Franca ma anche farla Giulia, scappo via, mi innalzo, risalgo le correnti del fiume, sono una trota, anzi un salmone, un grande salmo dove non c’è preghiera, sfuggo via alle correnti per non prendere la scossa, sono tarantolato ho bisogno di un antidoto a questo veleno aracnide, mi sento scosso e scostumato, nudo di fronte ai miei porci peccati, senza costume, postume da una sbronza lunga una vita, una vita che deve pur morire, così almeno dicono, così come dicono che si debba anche risorgere, risorgere anche quando sei in vita, in fin di vita e in fin dei conti trovo ta e ti che di per sé non dicono nulla anche perché sono solo delle parole scritte. Rialzarsi strisciando è qualcosa che sanno far bene solo gli incantatori di serpenti. Ed io che pensavo che gli incantatori erano musicisti nelle corride. Rivedrò le mie congetture su un piano diverso di diottrie.
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martedì, 17 maggio 2005

Hobbies

Io l'amo, lei l'esca.
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sabato, 14 maggio 2005

Deteriorazione

Ho il cuore dislocato

slogato alla caviglia, sgambettato

caduto e riciclato in altra locazione

ma l'affetto chi lo paga?

Stanza sgombera dal silenzio

si riempie piano con del grido

d'ombra mi ammantello

lei non è lei non è

abita in un condominio parallelo

con dominio di spazio lumevole

dammi i tuoi occhi

dammi i tuoi balocchi

lumevole come le nubi volano.
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categoria: poesia, forse


venerdì, 13 maggio 2005

Interferenze

Pioggia inonda sul mio letto, in onda,

Mare umido di te sniffo le lenzuola

Fuori nebbie soffocate dal sole

I tuoi occhi a sudare sulle guance

Spingimi la bocca adesso.
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mercoledì, 11 maggio 2005

Intossicazioni speri mentali

Chiudimi come parentesi in te

Quando apro le gambe come sonda sono i tuoi occhi

Appannati come in acque profonde al sole sbucato

Una sensuale orda di specchi si affaccia riflessa

Un cogli,  raccogli come coniglio, un corri corri generale

Intossicati da fatine verdi

Mente allucinata non corrisponde più ai comandi

Per accorciare le distanze userò la fisica quantistica

LSD Lasciami Solo Domani.

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categoria: poesia, forse


sabato, 07 maggio 2005

Tutti giù per terra

Amava sparire e sparare. Se quindi ad un certo punto non lo si vedeva più era meglio scappare. Tutti volevano fare da palo ai suoi furti d’amore e poi spartire con lui, gli piaceva strafare e stradire ma anche strabaciare ed era il classico ragazzo a cui si poteva dire tutto, ma proprio tutto, tanto era sordo. Il suo sogno era quello di essere talmente piccolo da abitare sulla punta della lingua di una donna in modo da poter sempre sapere cosa stava lì per lì per dire e rispondere con schiettezza. Pochi peli sulla lingua, disegnava fiori in paradiso e seppelliva ossi dappertutto per quando gli fosse capitato di fare una vita da cani. Il suo cervello gli stava fumando e il proprietario del bar non era affatto contento. Uscì fuori un attimo soprapensiero sperando che nessuno calpestasse le sue strane idee. E si ricordò di un vecchio detto e poi anche di uno più giovane, detto giovane era molto più lungimirante di lui e aveva più ampie vedute, forse perché dal suo terrazzo dei punti di vista c’era un panorama decisamente più vasto.
postato da tandream alle ore 07/05/2005 09:28 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: tandream, senzasensi


venerdì, 06 maggio 2005

Salti in aria

La luna ci sorprese che eravamo soli io e te. Eravamo due soli al lume della luna, due stelle illuminate da un satellite, capovolte le leggi fisiche. Soli ma insieme, stelle gemelle, astri nascenti, galassie lontane. Sonde sorprese a baciarsi al di fuori dell’atmosfera, dove manca l’ossigeno, respirando bocca a bocca, astronauti innamorati che guardavano quanto fosse piccola la terra e quanto grande il nostro cuore, salito così in alto nel cielo dopo essere fuggito dalla finestra. Amornauti sdraiati insieme sulle costellazioni, lontano da ogni distrazione, così pieni di illusioni, nei tuoi occhi e nei miei, una stellina cadente, la cometa che lascia la sua scia, lascia la sua scia… Senza gravità persi abbracciati verso un'altra dimensione, voliamo io e te e all’improvviso con le tue mani sulle mie ritrovarsi naufragati di nuovo nell’oceano. Sempre senza più aria.
postato da tandream alle ore 06/05/2005 10:54 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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mercoledì, 04 maggio 2005

Sospeso (tra il dire, il fare e il baciare)

Ho lasciato le cose in sospeso. Volano a mezz’aria in tutta la mia camera. Un cuore rosso si attrezza a volare via dalla finestra, le mie gambe dicono salta che ti passa, sospenditi anche tu, così prova a spenderti, rivenderti. Quando le parole restano sulla punta della lingua, in sospeso, come quando stai per prendere una decisione, in sospeso, sei fermo pensieroso ad assistere al tuo funerale, sospeso, forse perché credi alla vita dopo la morte e nel limbo sei sospeso. Il libro è aperto a pagina 33 e vola riflesso nello specchio dei ricordi. Su quelle pagine c’è scritto qualcosa in rosso, si intravedono le parole passione e argento. Come quando hai l’argento vivo addosso e senti le sue mani su tutta la pelle… non è piacevole. E non parliamo dell’oro colato che ti sporca tutta la bocca e scende giù sul collo, inutile fare quella faccia di bronzo ormai sei stato colto sul fatto e il fatto non è un prato dove cresci. Mi sospendo un attimo perché non ho molto nulla da dire e neanche mai abbastanza. Accusatemi di avarizia, oddio, che mestizia! Forse è solo il mio cuore in avaria, accendete tutti gli allarmi, soprattutto mi raccomando, l’allarme rosso. Quello profondo.

 

postato da tandream alle ore 04/05/2005 11:00 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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lunedì, 02 maggio 2005

Sospensioni haiku (cuore)

lo prendessi in mano
si scioglierebbe nelle mie lacrime
come brina d'autunno

postato da tandream alle ore 02/05/2005 08:16 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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