Perfettamente sincrono tra l'alba e la fortezza
ti calerò due parole in bocca
fino a zittirti urlando a squarcia gola
parlerai solo di me d'ora in avanti
perché ti ho dato la mia parola
che l'amore non è per sempre
si sopprime piano
con una mano in bocca
basta farlo soffocare a fuoco lento.
Ma adesso calami dentro di te.
Voglio vedere cos'hai dentro.
Il sole spalato sull'asfalto questa mattina getta una pallida idea sulle ali del pensiero che vola alto oltre la coltre di quella nebbia che ti appanna le idee. Nel mezzo gaudio e nel mal che si confida cercare a tutti i costi ma a nessun prezzo il gaudio intero, esattamente quello che ti appaga senza sborsare una lira, tirarla fuori dalla borsa dell'esperienza e suonarla al posto dell'Euro che purtroppo non nacque come strumento. Troppo introspettivo, ermetico, magari meglio chiamare er medico, liberiamoci da ogni male, ma sarà vero che il male imprigiona noi nelle galere? O forse anche nelle balere, liberiamoci da ogni male danzando sul mondo, così proprio smaliziati, un po' speziati, spezzatini su di un mondo che gira intorno, tramezzini e tramezzi, colonne portanti ma anche solo manichini che ben poco hanno da portare, forse camerieri, servi della gleba, cavalieri oscuri, non troppo attenti al giudizio trasversale quello che arriverà alla fine di un mondo obliquo. Siamo diagonali che cercano di intersecarsi e poi creare paralleli, cerchiamo infatti la retta via, ma soprattutto quella diretta, quella che ci spinge veloce, immediata, al piacere. E sono dispiaceri a volte, tolte le conclusioni non ci possiamo fermare, come fermarci senza conclusioni? Una via di mezzo forse è la strada giusta, ma poi sorge la curiosità di cosa ci sia potuto essere se avessimo spaziato a destra o magari a sinistra e poi a manca. E se puntassimo in alto?
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