Tan Dream

I sensi insensati
lunedì, 28 novembre 2005

Da annientarsi endovena

Ho trovato un messaggio in una bottiglia
Afferma di continuare la battaglia
per quegli occhi blu cobalto
afferrandola forte per i capelli
che da biondi passano a neri
affermandola nel mio cuore
infilandole i fermagli nella chioma
fino a quando non sarà lei che chiama
ma chi ama? Chi ama?
Sento il suo nome da lontano
è un eco che rimbomba
non è una bimba che rimpiange
è una mina appuntita, una bomba.
Segue il ritmo del tempo 
camminando ad orologeria
meglio togliere le chiusure
aprirsi senza più sicure
dato che  si è chiusi troppo in noi
persino l’amore scoppia in noia
è’ necessario dunque poi
far in modo che scoppi di gioia.
postato da tandream alle ore 28/11/2005 13:50 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: poesia, forse


mercoledì, 23 novembre 2005

La persona da lei amata è irraggiungibile.
Si prega amare più tardi.
postato da tandream alle ore 23/11/2005 08:25 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: tandream


lunedì, 21 novembre 2005

Allagata alla presente

Cara mia Megalomania,
 
la tua ultima mi ha lasciato di sasso, sono rimasto pietrificato, sono diventato una statua, così come mi hai dipinto nella tua lettera non risulto certo essere un capolavoro. Le tua descrizione non corrisponde al vero, si avvicina alla realtà, ma non mi ritrae esattamente come avrei voluto. Hai fatto un pessimo ritratto di me, non credo che riuscirei a stare appeso in camera tua oppure adagiato sul tuo letto, così, senza nessuna cornice che mi protegga dalle tue pennellate. La mattina poi avrei paura della colazione a letto, non portarmi pane e latte, limitati alle pennellate, mi raccomando, non fare scherzi con me, giusto qualche schizzo che delinei la mia personalità. Credo di non poter tollerare: tu mi chiederai cosa, bè, intanto il fatto di non potere, spesso, finire le frasi, poi anche. Adesso però non uscire scema, perlomeno non uscire scema senza di me. Lo sai che io senza di te non. Quindi poi le cose come stanno? Mandami una foto nella tua prossima. Dovrai pur avere una fotografia di me da qualche parte, se proprio vuoi avere un’idea di come sono davvero cerca di essere più artista e meno egoista, pensa a me qualche volta, anzi spesso e volentieri, anche a spasso sui giardinieri, giusto perché sei proprio un fiore, su di loro staresti bene, ricordarti di farti lasciare in un vaso poi cercherò di coltivare il tuo genio e renderti pittrice dei miei sogni. Sarai capace? Non mi puntare il dito contro, lo sai, potrei alzare le mani e chiamare un idraulico. Mi hanno detto che ti si sono rotte le acque l’altro giorno, ora, per evitare un diluvio universale, dovremo chiamare anche un ginecologo. Quindi avremo un bambino. Chissà se sarà esattamente il ritratto di suo padre. Adesso devo salutarti. A te che vuoi essere la madre di tutte le arti,
                                                               Salut’arti.
postato da tandream alle ore 21/11/2005 14:29 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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sabato, 19 novembre 2005

Sarò breve e circonciso

Siamo condannati a vita, siamo dannati a morte, affermo questo per esorcizzare il trapasso ma potrebbe essere anche vero il contrario. Vogliamo quindi magari chiamare un’indemoniato per conoscere quale sia la realtà? Cosa ci aspetta dopo la vita? E cosa mai ci attenderà dopo la morte? E allora in che stato siamo? In uno stato di convalescenza forse, oppure in uno più democratico dove la salute oltre ad essere salute è anche salata? Quindi ci troveremmo in Italia, ma questo non è il mio campo, io preferisco i fiori e lo sapete che l’Italia è uno stivale, non m’interessa. Non è il mio forte, io preferisco avere un debole per altre cose, un debole per le more, un debole per ciliegie e croissant, un debole dolorino che si mette intorno alla testa a forma di aureola, quel maledetto male venuto giù proprio dal cielo, il cerchio alla testa che non santifica e tanto meno è salutare a nessuno. -Ciao!- Questo è  salutare qualcuno. Perché bisogna sempre farlo quando ti passa qualcuno accanto, voi lo sapete infatti che prima o poi se ne andranno. Poi non vorrete mica nascondere il corpo del reato senza prima avergli dato le condoglianze? Ma restando in tema senza passare per la bruttacopia, se è vero che siamo condannati a vivere credo che in fondo, ne valga proprio la pena.
postato da tandream alle ore 19/11/2005 11:49 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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giovedì, 17 novembre 2005

Mi prendi in giro

Bisogna pur darsi una mossa, muoversi in senso lato ma anche verso il centro e se mai è vero che il mondo ruota intorno a noi è anche vero che noi ruotiamo su di esso e quindi attorno al sole. Quando facciamo giro giro tondo e casca il furibondo se proprio ci girano le castagne, i marroni, o altri colori . Gira la testa e rischiamo di cadere, abbiamo freddo mentre voliamo e forse non ce n'accorgiamo, con l’influenza aereonautica altro che uccelli che volano a picco, anzi a picchio col becco cercando il verme nel pagliaio. Mal di testa in quella festa, mal di festa quando ti chiedo di fare un giro con me ed inizi ad avere le vertigini sulla tua fronte, quelle piccole lentiggini  che quando cresci hanno paura di cadere e gli occhioni spalancati sul mondo come porte aeree, quelle che ti danno delle arie e ti soffiano sul viso come un vento all’improvviso, le porte della misericordia, dei ricordi e la miseria della nostra adolescenza trascorsa di vista prendendoti per mano, prendendoti per lana, su quel tuo maglione morbido e accogliente  dove poggiavo il viso e mi addormentavo.
E ad or mentivo, dir bugie per farsi amare e poi scoprirsi a farsi negare, nuotando nel tuo mondo, a negare in te, sprofondando a profanarti, approfittando dei tuoi sì, e certo il dubbio rimane ma prima o poi parte di nuovo via.
postato da tandream alle ore 17/11/2005 11:12 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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lunedì, 14 novembre 2005

Aspetta che scendo su di te

Perfettamente sincrono tra l'alba e la fortezza
ti calerò due parole in bocca
fino a zittirti urlando a squarcia gola
parlerai solo di me d'ora in avanti
perché ti ho dato la mia parola
che l'amore non è per sempre
si sopprime piano
con una mano in bocca
basta farlo soffocare a fuoco lento.
Ma adesso calami dentro di te.
Voglio vedere cos'hai dentro.

postato da tandream alle ore 14/11/2005 13:32 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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sabato, 12 novembre 2005

Promemoria



Ho perso i sensi. Proprio quando non pensi a senso unico e magari svolti idea contromano ad alta velocità sui binari di un arcobaleno, risalendo le correnti dei cieli. Assenza senza senso, assenso, come perso tra i vapori dell'assenzio annuendo e confermando con la testa, un silenzioso assenso, dire sì restando senza parole. Non è avere una bella presenza se non ci sei anche se l'apparenza inganna e potresti esserci comunque restando invisibile. Indivisibili dalla realtà. Tutto questo è molto condivisibile.
postato da tandream alle ore 12/11/2005 09:02 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
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sabato, 05 novembre 2005

Tra mezzini

Il sole spalato sull'asfalto questa mattina getta una pallida idea sulle ali del pensiero che vola alto oltre la coltre di quella nebbia che ti appanna le idee. Nel mezzo gaudio e nel mal che si confida cercare a tutti i costi ma a nessun prezzo il gaudio intero, esattamente quello che ti appaga senza sborsare una lira, tirarla fuori dalla borsa dell'esperienza e suonarla al posto dell'Euro che purtroppo non nacque come strumento. Troppo introspettivo, ermetico, magari meglio chiamare er medico, liberiamoci da ogni male, ma sarà vero che il male imprigiona noi nelle galere? O forse anche nelle balere, liberiamoci da ogni male danzando sul mondo, così proprio smaliziati, un po' speziati, spezzatini su di un mondo che gira intorno, tramezzini e tramezzi, colonne portanti ma anche solo manichini che ben poco hanno da portare, forse camerieri, servi della gleba, cavalieri oscuri, non troppo attenti al giudizio trasversale quello che arriverà alla fine di un mondo obliquo. Siamo diagonali che cercano di intersecarsi e poi creare paralleli, cerchiamo infatti la retta via, ma soprattutto quella diretta, quella che ci spinge veloce, immediata, al piacere. E sono dispiaceri a volte, tolte le conclusioni non ci possiamo fermare, come fermarci senza conclusioni? Una via di mezzo forse è la strada giusta, ma poi sorge la curiosità di cosa ci sia potuto essere se avessimo spaziato a destra o magari a sinistra e poi a manca. E se puntassimo in alto?

postato da tandream alle ore 05/11/2005 11:42 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
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giovedì, 03 novembre 2005

Intermezzi II

E' da prendere con le molle e le dovute precauzioni
un inverno lungo tre stagioni
bisogna fare attenzione alle imprecazioni
con il ghiaccio che si arroventa
lungo la dorsale delle percezioni
a mettere a fuoco l'orizzonte.

Le linee della montagna
delineano curve femminili
adagiate placide sulla terra inferma
a partorire un tramonto rosso
come se fosse di pizzo
la donna Natura lì sverna
vuole ammaliarci così eterna
con la rugiada sulle labbra
e la nebbia negli occhi.
 
Gioca con i suoni e i rintocchi
delle campane alle stelle
e sulle sue guance anche i ritocchi
di un blasfemo rosa pastello
un soffio di vento al suo orecchio
e un grido che si stende a valle.
 
Cala la notte e i cieli si chiudono
la donna Natura riposa
s’addormenta sul grembo
di una madre che ruota.
postato da tandream alle ore 03/11/2005 10:05 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: poesia, forse


martedì, 01 novembre 2005

Budini molli saltano duri

E' stata una promessa mantenuta per troppo tempo, adesso se la deve cavare da sola, deve imparare che le promesse non si mantengono da sole, bisogna abbottonarsele ben bene all'asola del proprio doppio petto personale. Imparate a salutare i vivi perché prima o poi se ne andranno, non si sa dove e non si sa perchè, forse voleranno o forse vorrano farlo e cadranno chissà dove e chissà quando. E' un dubbio che tormenta, che tempesta i cieli e ricade sulle nostre menti come granelli di grandine indecisa tra lo sciogliersi a terra o frantumarsi. Sto giù come la cantina, aprite la botola, datemi spazio, allargatemi gli orizzonti, apritemi i cieli, coordinatemi i tempi, fatemi calare nei vostri panni ma fate attenzione, fatemi poi risalire, provate poi a mettere i vostri piedi nelle mie scarpe, mettetevi voi nei miei panni, spannatemi la vista da questa nebbia e grigio velo, svelatemi i misteri della vita, svitatemi le rotelle e se ne avete qualcuna che avanza mi farebbe comodo, le poso sul comodino, uno spazio che dicono sia comfortevole, adagiato, come una futura sposa che tra posate e spostati diventerà sposata. La manteniamo una sposa promessa, oppure meglio tradirla? Che poi tra dirla e farla c'è di mezzo Marla, gran bel pezzo di raviolo ma forse un travestito. E tra vestito e tramortito c'è di mezzo l'imbarazzo. L'imbarazzo della scelta, l'imbarazzo della sciolta, di quella scatenata, di quella pazza con una pazza voglia di vivere stampata proprio in fronte contro ogni morte apparente. Io declamo lo stato di calamità, quando vengo attratto quello di calamita, vado comunque nel panico, poi mi dirigo verso l'area del pic nic, cerco un'isola di pace dove siano sterminati tutti i famosi, è ora di terminare, andare alle terme, approfittarsi di qualcuno, dare falso profitto in bilancio e dire di essere del segno che pesa di più sugli altri nel caso in cui s'incontrasse una donna bilancia. Bisogna sbilanciarsi a volte ma ho paura di non avere più un filo conduttore e di perdermi tra meandri di correnti divise, dalle divise dei Carabinieri a quelle delle hostess di volo, e poi spezzarsi in due, rimanere divisi, di facce e di volti sconcertati senza più concentrazione tranne quella che forse è rimasta in alcuni campi. Concetramentiamoci tutti. Meglio ammarare, e buttiamola lì l'ancora lungo quella riva amara dei mari sulla Luna, alluniamo, diciamolo, siamo tutti lincantropi un po' lunatici, soprattutto ieri sera quando cercavano le streghe di tornare e c'erano le zucche più vuote del solito. Se avete capito qualcosa lasciate un commento, ma anche se non l'avete capito. Capita. Caspita. Carpita?
postato da tandream alle ore 01/11/2005 11:36 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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