Perché pensi che dovremmo continuare a soffrire in silenzio? Non credi sia meglio urlare tutto il nostro ego enorme buttando via dalla bocca tutte le imprecazioni sul mondo? Perché quando soffri è tutta colpa del mondo esterno vero? Egoista. Ti piace prendertela con lui, urlando e imprecando contro di esso e contro tutti ed invece il vero problema è dentro di te. Solo che pure quello magari è sbagliato. Bisogna anche scegliersi il problema più adatto a noi. La depressione è davvero egoista, troppo.
Bisogna avere un ego enorme per essere depressi.
"Poichè ciò che a te appare cristallino e per me è sacrosanta verità, ai più è come fumo negli occhi, assistiamo ogni santo giorno alla beatificazione di codesta depressione che altro non è che sfoggio del proprio dolore."
"Il dolore dell'animo è un dono prezioso, va centellinato, vissuto in maniera intima e risolto. C'è chi ci muore, c'è chi si perde, alcuni impazziscono, i più dimenticano, pochi apprezzano. E' il primo vero spartiacque."

Eccomi.
La prima goccia. Sarà come ora.
La prima goccia di pioggia. Non lo scordare. Sarò questo istante.
Non lo scordare per sempre.
Le mie labbra quella goccia. Quella goccia sul tuo corpo.
Scivolo lento, lentissimo. Scivolo in lei.
Piano. Più adagio che puoi. Ogni tuo nervo teso ogni millimetro di pelle il desiderio di quella goccia. Di me. Ora. Un attimo lunghissimo. Ora è tutta la vita. Sempre. Per sempre. Solo mio solo tuo. Sempre.
Assorbimi. Con la bocca. Appoggia le tue labbra a quella goccia. Ora sono rivoli.
Voglio che tu mi senta su tutta la pelle, sotto la pelle i brividi. Entrerò nel tuo tatto. Sarò nel tuo palmo e scenderò con te in te adagio.
Lentissimo. Un rivolo tra le cosce bagnate
le lacrime gli occhi la saliva nella tua bocca là.
Sai riconoscermi? Puoi riconoscerti?
Lo avevo promesso. Ci scambieremo abito e nome. Tu me io te.
No non sollevarti da questo istante. Non interromperti. Non pensarmi.
Ancora è poco. Voglio donarmi di più.
Voglio farti impazzire. Ora. Ancora. Ogni volta che lo vorrai.
Resta. Vieni in me. Con gli occhi schiusi. Vieni. Non hai bisogno degli occhi per sentirmi.
Questo luogo è notte. La tua notte. E' qui che mi trovo, ora. Sono luna nella tua notte.
A ritmici intervalli di luna tuffati nella vertigine del mio buio. In una scia lattiginosa e luminescente feconda i miei sigilli, articola le mie
mani d'aria.
In-segnami.
Non c'è nulla da capire. Sentimi. Mi respiri.
No, non ansimare. Prendi fiato. Tutta la vita è il nostro tempo. Tutta la vita in questo attimo.
L e n t a m e n t e respirami. Sono vento. Sono mille e mille capelli sul tuo corpo.
Sono .. Le dita del vento.
Re/spirami. Il mio odore è vento e terra, salinità della tua pelle che mi vuole ancora.
Ti avvolgo, ti accolgo nella curva delle mie anche, nella dorsale della schiena rivolta alla luna delle tue mani. Sono dentro e attorno a te.
Ora, sempre. Per sempre.
Non s’accende il giorno la mattina
Spento il sole dietro la collina
S’attacca tutto sul cielo nero
Tra colle e colle e tracolle
Stacca la luce nel pomeriggio
Manca l’esatta corrente
Non si riconosce il corretto orario
La notte è nel giro di ventiquattro ore
Nella mia valigetta porto candele
Ne soffio una al calare di ogni ora
C’era più luce
Adesso cera.
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