Mai darsi per vinti se si è messi in croce, tirare la monetina e sperare che venga testa e con una corona di rose e spine, caro Gesù non ti preoccupare, chiodo scaccia chiodo, mani schiacciano pulsanti, pulsanti come il cuore, il cuore è un pulsante da premere forte all’atto di fede, pulsa di sangue che scorre. Io sono ricorso ai trucchi da prestigiatore, ho avuto una sorpresa senza aprire nessun uovo, ho mangiato una colomba senza doverla uccidere prima, che dolce. Una via crucis, taglio e cucito, tolgo e strappo, dulcis in fundo ma non per figli del signore, a loro solo acqua e spugna. Perché si è abbandonati anche dallo stesso padre, figuriamoci da un’amante o dalla sposa, no, la sposa non riposa così esattamente come la donna è mobile. Meglio single che double face, un vestito a doppia faccia guarda due volte, non mi piacciono i guardoni. Ladroni di immagini sacre. Un bacio tradisce più di una parola, non vi fidate di un bacio a mezzanotte o di un sussurro all'orecchio, quanti si son baciati negli ultimi vent’anni e hanno creato guerre? Il bacio non è sempre sinonimo di amore. Lei ti rinnegherà per tre volte. Ne son bastate due, in attesa della terza, già mi godo la quarta. Quella di reggiseno. E adesso che son fuori proprio come un reggiseno a balconcino, mi godo il panorama. E vi confesso, ho tanta voglia di porre fine a questo blog blog, magari mettere in croce pure esso, imparare a ricucirlo su altri spazi, imparare a fare il taglio-croce, o più semplicemente il copia-incolla. Che la Pasquetta sia con voi. Io ci sono e non ci sono, così così. Sia.
Scivolando su piani antiestetici,
rumori che esplodono in occhi che dicono guardami,
è un vento quello che tira che non porta via,
ti sbatte, ti sbatte ma non ti butta mai giù,
in questa piccola sartoria che è il mondo troppo abitato e abituato
che danno scosse elettriche a chi non sa più dire, dare, fare,
Non riesco ad essere mai troppo aderente alla realtà, non riuscire mai troppo a legarsi con qualcuno, ho bisogno di manette, forse ho un forte desiderio di essere arrestato, imprigionato al fianco di un altro corpo, così, per aderire ai propri desideri, incollarsi un po’ con gli altri, piedi saldi a terra, calamitato verso una calamità qualunque, sfracellarsi in un dirupo, passare largo largo in uno stretto tra il mare e il fianco rivolo caldo di una donna, attaccarsi a qualunque cosa pur di sentirsi vivi. Pelle addosso a pelle, impellicciati e incapricciati, se vogliamo anche un po’ incipriati. Profumati di colle afrodisiache e quell’odore di ambra sul collo che resta sulla punta del mio naso. Come principianti nell’arte del desiderio, restare bocca a bocca ad annaspare, tanto è impossibile, è impossibile imparare ad amare, come è impossibile capire cosa sia l’amore, forse solo i pazzi sanno, principi principianti senza castello, folli giocolieri alla corte del re, senza scarpette a piedi nudi in pompa magna sul tappeto rosso. Adesso riposo in pace dentro. Non è morte è solo chiuso per furia, fretta e furia di non aderire al significato del mondo. Per fare presa alle proposte indecenti c’è sempre tempo. Come restare incollati troppo tempo davanti a qualcosa di appiccicoso, un adesivo attaccato nella mente, come averlo sempre scritto in fronte che il dolore non collima con sudore. Col sudore della mia fronte asciugato da una spugna di spine e cuore, cuore col gambo di rosa, rosa con le spine, rosa e cuore. E mi si è detto impersonale, come se fossi fantasma, automa, senza più anima tra le parole. Come sarebbe bello poter averne sempre l’ultima. E’ che la mia mente va al passo coi tempi, sono meteoropatico.
Interrogarsi sui sentimenti ogni tre minuti, farsi un esame di stato piuttosto che di coscienza, un esame di stato dell’essere, interrogarsi sulle emozioni, chiedersi se sia vero o falso o passare all’emozione successiva. E’ sicuramente meglio passare all'azione, l'amore non è soltanto una soluzione, l'amore non è emozione, l'amore è stato ed essere, essere e divenire, non restare imbambolati a guardare i fiori rossi sporchi di sangue, è un'emozione alla quale segue una direzione, un movimento continuo verso l'alto, verso la crescita, verso se stessi prima di tutti, prima di qualcun'altro. E sarà dopo quel passo che potrai sederti un attimo, anche un attimo eterno, accanto ad un altra persona. E sarò accanto a te, mano nella mano, mentre camminiamo insieme verso il nostro giardino.
Non mi sento capito e non capisco. Forse sono sordo e per questo non mi sento capito. Ma se non capisco neanche gli altri vuol dire che sono sordi pure loro e quindi non c'è comunicazione? Insomma per capirsi allora bisogna urlare forse. Sì per capire bisogna avere le orecchie bene aperte, provate ad urlare con le orecchie. Ma che vuol dire sentirsi capire? Io non mi capisco più. Non so più chi sono. Non mi comprendo. Forse è qualcosa di bilaterale, se non capisci gli altri non capisci neanche te stesso. Allora sono io che non sto capendo più gli altri. E mi chiedo perchè allora. E se me lo chiedo a me stesso potrò anche azzardare un'ipotesi e vincere giocando d'azzardo d'ipotesi non è che sia così facile. Le ipotesi sono come i numeri della roulette. La pallina non finisce mai sull'ipotesi giusta. Quando accade vinci. Ma scegliere fra varie ipotesi tirando a caso è decisamente pericoloso. E se avete capito, adesso vi sentite più capiti di prima? Io pure non ci ho capito nulla state tranquilli.
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