Perché bruciarsi la vita se dopo che sarò morto potrò farmi cremare?
Anche se forse al mare, mi farò spalmare da litri di crema solare, che gioventù bruciata, tutti sotto la lampada a farsi strofinare senza essere geni, James Dean, mi manchi lo sai. Dove sono gli uomini veri che si fanno saltare in padella per essere subito pronti, con i capelli sbottonati sul collo, camicia sporca di macchie d'olio e rossetto, cotti a puntino, spiedini che fanno il piedino, in quel tavolino sotto il sole d'estate, con il sorriso strampalato sugli occhi e lo sguardo che ti coglie all'improvviso, ti raccoglie tra le braccia e ti cura le bucce sulle ginocchia, perchè hai corso troppo dietro a qualcuno e invece lo avevi già al tuo fianco. Una spina, un dolore lancinante, l’amaro era troppo forte, nei suoi occhi solo dolcezza.
E’ come un’operazione chirurgica, è come darsi alla prostituzione, come quando un cuore esce dal torace e va battendo per la sua strada, non che sia un cuore in vendita, un cuore gigolò, ma ogni tanto si perde tra le vie sobbalzando al grido di ho un debole per qualcuno ma non sono abbastanza forte per mediare una conversazione. Allora convertirsi ad un approccio spirituale può essere una scelta un po’ umoristica, con un po’ di spirito si risolve tutto. Allargare il sorriso, accendere gli occhi, guardare intensamente con quello destro, far finta di nulla, fare il furfante e cacciarsi nei guai, a caccia di guai nei boschi ricchi di sguaiate insidie, alla ricerca di un atto di conquista, e con questo? Una lotta dove vince chi non combatte ma si lascia colpire nel segno, quando lo chiedi il segno zodiacale e ti rispondono è già una buon segno, si vede che era scritto negli astri, una lettera per ogni stella, un collage infinito ricamato sul cielo. Dio era un maestro di ago e cucito nonchè di bricolage e fai-da-te. E' scritto nel DNA, che la vita è a forma di chiocciola, gira e rigira sali più in alto ma ti trovi sempre nella stessa posizione di prima.
Nel post precedente volevo aprire una lampo di genio, piuttosto che averne un lampo, tengo a precisarlo. La domenica dovrei restare a letto. Chissà dov’è finita la poesia, è forse da cercare sotto il materasso. Povera polvere.

Genova
Oggi ho risentito una di quelle tante voci che mi promettevano amore stando zitte zitte, una voce nuova, una voce di nuovo allegra, avrei voluto rispondere a quella voce ma è stato solo un caso e il caso non mi ha dato coraggio. Chissà se lei ricorda. Era stata sempre e solo una voce. Girava una voce che diceva che lei mi amava. Sì, voci. Ormai lontane.
Roma
Tutto nacque da un incidente, una storia d’amore nata davanti proprio a casa sua, con la macchina, dritto dritto proprio in casa sua. Fu lei che scese e mi tirò fuori. Una manina di un angelo mi tirò fuori da quella che da lì a poco tempo sarebbe diventata un falò. E prima che i carabinieri mi portassero via, le chiesi il numero di telefono. Il giorno dopo fui sui giornali locali e avevo un nuovo amore che durò sette anni di sfortuna. Tutto si doveva rompere in quella macchina, tranne lo specchietto.
Savona
L’altra era stata una storia di carta, fatta di milioni di lettere, finita in sms, qualche carattere stampato a schermo su e-mail. Stranamente finì al contrario. Quando nacque l'amore poi lei sparì per sempre. Non l'ho mai incontrata. Avrò in soffitta uno scatolone pieno delle sue lettere. E tre suoi regali.
Pescara-Milano-Chambèry
All’università lei era alta, bella, castana con i capelli lunghissimi, una modella, non a caso forse il suo nome ne ricordava uno. La mattina entravo in camera sua per sentire l’acqua della doccia che scivolava sulla sua pelle. Poi partivamo insieme per andare a lezione. Era divina. La sera la chiamavo al telefono, a mezzanotte mi veniva a svegliare in camera. Finita la scuola mi chiese un bacio dopo averla riportata a casa, io glielo diedi sulla guancia. La storia finì. Adesso è lontana.
Quando ti si colpisce con una risposta che ferisce tu porgi l'altra domanda.
E chissà quante cose, ma quante cose, non ci abbiamo detto mai, e mai diremo mai, per sempre non le diremo mai. Segreti e parole segregate fino alla tomba. E se azzeccassimo l’ambo? Fino alla tombola? Sì, quella tomba là. Sono cose che capitano, e accadono le cose che capitano, cadono, cadono. Le parole che si rivestono di significato, non erano meglio nude e crude? Fanno più male forse, eppure hanno il loro fascino erotico. Io oggi mi spoglio, e come da un albero cado giù. Sarò una fogliolina intrigante? Un albero spoglio di tutte le sue foglie, o le spoglie sfoglie di una foglia. E dove le mettiamo le voglie?
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