A volte vanno via, poi ritornano, e se andare via è un po’ morire tornare è rinvenire sul serio, a volte si cacciano nei guai, sparano ai problemi, loro i cacciatori di guai. Alle volte si gira intorno, tutto intorno alle volte, archi grandi che suonano il fischio del vento che li attraversa. Mi sa di mela, quest’oggi di calore, me la mangio la mela, ad affrescare le pareti umide del mio corpo, le gocce di sudore scivolano e cadono via, si divertono, questo mio corpo è una giostra, fatevi un giro. Giratevi indietro, voltatevi davanti, spiccate il volo, strisciate per terra, scavate il fondo, vedete che ci sono numerose direzioni, basta prendere quella che più ci si addice, e chi te lo dice, e chi te lo fa fare, te lo potrei far fare io un lavoretto sporco da ripulire subito subito.
Le ragazze rumene hanno un loro perché, le ragazze russe un loro quando, le ragazze italiane hanno un loro quanto, non so se mi spiego, quanto, quanto, ma quanto vogliono queste ragazze italiane?
Non bisogna generalizzare e infatti io mica faccio di tutta l’erba un fascio, io me la fumo infatti, anzi, fumavo, ma erano solo fiori di camomilla, per avere un sonno profumato.
Il caldo necessario a far sciogliere i nodi che vengono dal pettine a quelli fatti al dito per ricordare che si è stati al fresco, in gattabuia, dove il cane non vede e il cuor non sbatte dove non c’è il sole. Afa, calura, fosca foschia, maledetto colui che inventò l’acqua calda, condizionato non sono da quest’aria, non posso farmi condizionare, manca l’apposito prodotto, a boccate di birra fredda per prendere aria fresca, cubetti di ghiaccio imparano a galleggiare. Aleggia un soffio caldo, si sciolgono gli animi e i corpi, sotto la doccia la goccia che fa traboccare la temperatura, sogno di essere la donna di Psycho. Mi da alla testa e non contraccambio. Il sole.
Ho voglia di toglierti il fiato, voglio vederti soffocare sotto i miei occhi, non sarai tu a togliermelo, sarò io che lo farò a te, mi seguirai come un segugio per riprenderti il tuo fiato, adesso respira, respira profondamente, riprendi fiato, ho il tuo soffio tra le mie dita, lo poggio piano sulla bocca e lo ingoio, lo assaporo con la lingua, ti sto rubando l’anima, sei tu il mio soffio vitale, e spesso sei tu, proprio tu che all’improvviso svanisci come un soffio. Adesso non fiatare, anch’io non fiato più, siamo rimasti senza respiro, lo abbiamo fatto all'improvviso, non ci resta che volatilizzarci, siamo rimasti senza parole, solo io e te, senza più nessun altra cosa, senza neanche più un’ombra di dubbio, senza più nessun malinteso, senza cuore, senza indugio, senza odio nè amore, senza peccato, senza ragione, senza tetto, senza colpe, senza fame ne sete. Adesso siamo essenza.
Non tutto il male viene per cuocere, soprattutto quando alla fiamma della carne che si è buttata al fuoco non ci rimane che esprimere le nostre più vive condoglianze adesso che è carne morta. E poi ci si chiede come è possibile dare delle vive condoglianze a ciò che è morto. Ci metterei la mano sul fuoco che in realtà i morti fingono, non a caso la mano morta in qualche modo si muove sempre. A buon intenditor nulla stringe, se non il nodo in gola, quella maledetta cravatta da mettere sempre nelle occasioni speciali, io al massimo ho indossato una farfalla e poi è volata via. Un fuoco fatuo si è librato, lei, infatuata ma confusa e non felice. E diamo fiato alle trombe di falloppio, si potrebbe far suonare la nascita di un nuovo venuto. Ma se viene, da dove viene? Quindi è già stato da qualche altra parte. E’ semplice credere nella reincarnazione e nella vita dopo e prima la morte, basta fare l'analisi logica. Quel pezzo di carne non è più tra noi, ma a pranzo sarà in noi, oggi sarà arrosto, anche il meteo lo prevedeva, giornate di fuoco.

Oggi il tempo sta passando in un lampo. Infatti c'è un temporale. Qualcuno penserà che mi sono fissato con le lampo, non ha tutti i torti, in effetti trovo che sia una constatazione lampante.
Ma le lampo hanno il loro fascino, nel loro argenteo e dorato splendore quando si aprono o è per andare al bagno o è per fare l'amore. Entrambe cose piacevoli per l'animo e l'intelletto. Bisognerebbe inventare le lampo di Aladino, quelle che basta strofinarle per far apparire il genio del piacere, una lampo più morbida insomma.
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