
Non ti insegnerò nulla di quello che già sai, sai di essere appoggiata ai limiti della tua esistenza e guardi il baratro con orrore e sai, tu lo sai, che prima o poi dovrai buttarti, non per farsi del male, ma per tentare, è solo paura di cadere, vertigini ignote, ma tu sai che sono le paure di chi ha paura di poter essere di nuovo felice, si ha talmente tanta paura di essere felici, così tanta paura che si preferisce continuare a soffrire sui picchi delle montagne. Buttati, ma non buttarti via, bisogna buttarsi sul punto giusto, su quel meraviglioso letto ad acqua, sul letto del fiume... sì, insomma, basta che ci sia sempre un letto con sopra una donna.


Prepariamoci al grande atto finale, basterà cavalcare le onde di verde smeraldo, il prato sotto grandi arcate, fare grandi falcate con un occhio da vista superba, una mira da falco, zigzagare a destra e a manca, zigzagare Zinedine zinedan, puntare in porta come una zanzara e andare a finire proprio dritto dritto nella rete, una rete per quei poveri pesci francesi o se perdiamo saranno pesci in faccia che tanto a settembre le squadre vengono bocciate in prima C, elementare Watson come la boccia per i pesci rossi. Gatton gattoni come Gattuso, Buffon buffoni, Totti per uno, Grosso che si chiama così e ci sarà un perchè (da intravedere nei pantaloncini?), palloncini rosso-bianco-verdi, che se poi si segna cadrà la mannaia dal cielo che taglia la tela, che dio ce ne scampi, o dobbiamo ricordarci della sua mano? E’ un esercito formato da grandi giocolieri e chi la gioca la vince, pizza mandolino pop-corn, spaghetti western all'ultimo tiro di quella sigaretta lasciata sul posacenere, per fare un salto dal divano, evviva, oddio, era solo che il divano era esploso. Saltati in aria all'ultimo minuto... Uomo in fin di vita spiaccicato sul televisore, manca qualche secondo... ancora 24 ore.
Incolla tutti i ritagli di tempo che hai usato da quando sei nato, e capiremo che figura fai. Scorribande di qua e di là, ustioni di buon grado dato il ravvicinato uso che fai delle tue forze sole. Ingigantisci per favore tutte le piccole cose che ti hanno fatto star bene e vedrai che la modestia e la semplicità saranno il contrario di enormi. Sfratta l'umiltà dal cosmo, e avrai meno spazio per le cose naturali, alibi per il debutto delle misticamente innaturali (così imparerai a dovere il piacere). Ossessiona chi ti interrompe continuamente le mansioni enormi che hai, come per esempio pilotare l'indiscusso, elogiare l'elogio, scastonare la fermezza, irradiare i fori fatti, smodare, cullare ma con violenza, perpenetrare, inumidir scrosciando e secco lambire. Usa l'utero che non hai per segnare il tempo e abitare il tempio. Scatena non legare, riserva mai stoccare; impugna, non appoggiare continuamente (sii discontinuo di continuo); appesantisci, sgobba, starnazza e schizza. Mai aspettare il momento giusto perché se è giusto viene lui.
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