Tan Dream

I sensi insensati
martedì, 31 ottobre 2006

L’acqua era calda, l’avevo appena scoperta, avevo fatto la scoperta dell’acqua calda appena tuffatomi. Le bolle erano davvero blu ed ho scoperto che è facile fare un buco nell'acqua basta soffiare a gonfie vele con la bocca, ho imparato a costruire castelli in acqua a scolpirla e plasmarla come un artista della creta. Ogni elemento nasconde la sua arte, ho scoperto anche questo ieri in piscina, basta sapere bene cosa osservare: le ragazze in costume. Voglio finire sotto una cascata un giorno, una cascata proprio addosso a me, la raccoglierei tra le braccia e le chiederei da dove è spuntata fuori. Non bisogna aspettare infatti che cada giù dal cielo, si può anche aspettare che cada giù dal mare, l'attesa non ha direzioni. Le sue mani erano delicate e timide, ne ricordo ancora adesso la flessuosità delle dita, stringedomi le spalle mi chiedeva se faceva male ed io a lei. A volte è sensuale appoggiarsi sulle spalle di un altro. Certe attrazioni comportano uno sdoppiamento da non sottovalutare. Adesso penso esattamente quello che pensi tu. Affoghiamo insieme in questo stagno, che da rospi si diventa principi e regine appena lo desideri. Oggi ho già le spalle più larghe e il mento che fugge via di più, la testa punta più in alto dopo che sei riuscito a immergerla più in basso.

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venerdì, 27 ottobre 2006

Post edulcorato, aggiungere additivo

Mi vendicherò di chi come te mi ha detto che V sta per Vendemmia, guarda che ti sbagli di grosso ti dico io, la V era quella del bagno, dove dovevi correre l'altro giorno perchè hai sempre fretta di farla Franca, e sì, i bagni sono il tuo rifugio preferito, lì dove fai scappare tutto di te, ci scappi tu, ci scappa il morto (povera Franca), perchè sei colui che ammazza la fretta a forza di scappare, uccidi il tempo rinchiudendoti in bagno. Maria perchè lo fai? Bagno Maria, lo so che è il tuo nome, ho preso le tue impronte digitali, ho preso la targa del tuo DNA, ho preso la scansione della tua retina, le urine e qualche campione di capello, sì, proprio un campione, visto che sulla tua testa era l'ultimo rimasto, che pensare, avrai fatto giocare al Grande Fratello i tuoi ultimi quattro capelli sul tuo cuoio capelluto? Alla fine ti ho scoperto, avrai sentito sicuramente freddo quando l'ho fatto, adesso ancora di più, sei finita al fresco, ti piacciono le macellerie vero?  Dieci anni di lavori forzati in una macelleria ti faranno passare la voglia di fare il vegetariano a tutti i costi,  sporco cannibale, mai conosciuto un cannibale vegetariano, io che pensavo che i cannibali mangiavano i cani, devi essere il risultato di qualche strano esperimento genetico. Hanno clonato le labbra carnose della Marini con i capelli di Sgarbi ed ecco il risultato, la prova che la genetica non porterà mai a nulla, forse a tutto, o forse ad un dunque. Dunque? Adesso vado in bagno, vado a farmi passare il mal di testa con un'iniezione di LSD e anti-depressivi, lo visto fare in TV, funziona. Davvero. Agiscono entrambi sui recettori della serotonina responsabile il più delle volte della cefalea cronica. L'ho studiato ad Harvard nel '69. In fondo sono un hippie, e dopo esser stato figlio dei fiori, sono diventato figlio del Prozac.
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categoria: panico, confusione mentale, senzasensi, reparto isteria


giovedì, 26 ottobre 2006

Fuoco cammina con me

E’ ora di tuffarsi, proprio quando le onde sono diventate più alte, le barriere più forti, è proprio quella l’ora di sfondare. Il passato è morto con un nuovo nato, come se fosse possibile concepirlo solo ora, in tutti i sensi. Nuotare verso l’altra sponda del fiume e vincere in velocità la tua ombra, il riflesso che si specchia nell’acqua, il riflesso che chiede muto chi è il più bello del reame. Acqua, schiuma, sale, completamente immersi e lanciarsi ad ampie bracciate lontano cullati dalle schiume del tempo. Colpire ed essere cullati allo stesso tempo, si fa questo sfondando il muro dell’acqua. Ed io che non posso neanche augurare al nuovo nato una nuova vita, in silenzio chiudo gli occhi e resto a guardare dentro di me quello che accade fuori. Un inutile bordello di anime e corpi che si affannano a cercare, neanche fosse l’inferno, il proprio egoistico piacere. Tra tutti è quello peggiore, stare a guardare  ed oziare, ma se fatto con classe diviene divino. Non è forse quello che fa tutti i giorni qualcuno lassù? E il figlio, che invece di nuotare, camminava sull’acqua, classe, che classe.

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categoria: blasfemo


domenica, 22 ottobre 2006

Il peggio non è la caduta, ma l'atterraggio.
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lunedì, 16 ottobre 2006

E saranno cose dell'anima
che ci daranno l'amore
in una eterna imperitura radura
tra l'arco dei venti
la sicura futura natura
non saranno beffe
ma sberleffe a grandinare
in questo strano strano amore
che non esiste mai
a meno che mai
tu non ci sarai
l'autunno rosso e cerbiatto
la mia insonnia e la ciabatta
si avvolge la coperta
come imperitura
tra le braccia e la scoperta
svolgimi piano
sono un film ad una mano
girami a lenti fotogrammi
sono la tua vista
a lente di gradimento
dammi un bacio, ora,
minuto
secondo.
sarò primo arrivato,
derivato al cuore.
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lunedì, 16 ottobre 2006

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mercoledì, 11 ottobre 2006

Ho dato in affitto l'anima alla casa del diavolo
in subbappalto ogni sensazione
è in scadenza a rate ogni mia emozione
Ho dato per afflitto ogni mio spirito
e in quel limbo* che vaga incorrotto
alla fine di ogni mese il conto è salato
ma la dolcezza non è mai stata ripagata
si sconta tutta sulla punta della lingua
con il bacio del diavolo sul collo
e la morte che per fiatare ancora è lontana
mi appellerò al giudizio universale
non per fare l'avvocato del diavolo
rivoglio tutto indietro con gli interessi.


*Dicono sia stata abolita come pena
  ci mancava solo adesso l'indulto religioso
  quanti indiavolati di nuovo sulle strade del Signore?
  Centoventimila anime neglette di nuovo libere
  a commettere peccato, quando si deciderà
  di togliere dall'inferno qualche povero diavolo
  noi sì, che siamo Re potenti, altro che divinità
  lassù, possiamo anche decidere che
  non esista più, quel paradiso di nuvole.
 
 


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sabato, 07 ottobre 2006

L'amore è... bugiardino: foglietto illustrativo

L’amore uccide lentamente se non è usato con le dovute precauzioni, bisogna leggere con attenzione il foglietto illustrativo disegnato sul cuore spesso altrimenti detto e non a caso: bugiardino. Come tutti i medicinali ad azione psicotropa, può indurre ad assuefazione e tolleranza, attenersi alle dosi consigliate, non esagerare nel darsi ma non pretendere neanche troppo. Può avere effetti collaterali: euforia paradossa, stati maniacali, depressione alla sospensione o anche durante, delirio di gelosia, shopping, fantasie estremizzate, sogni erotici, manie di persecuzione. Da non usarsi in caso di  forti stati di stress, potrebbe condurre addirittura alla morte, di se stessi o del partner. Induce sonnolenza, questo sopratutto nei primi giorni, desiderio di restare sempre più tempo con la persona amata sotto le coperte, perdite di tempo, deficit cognitivo, ritardi e perdita della concetrazione lavorativa, in alcuni casi perdita della propria identità per cercare di capire l'altro. I giorni possono assumere significati diversi, il compleanno, Natale, San Valentino finalmente hanno un senso, un giorno rosso in più: la data del nostro incontro. Confusione mentale durante la scelta dei regali, se cala il suo dosaggio si possono avere forti crisi di irritabilità, ansia, panico. Da non somministrare oltre il proprio focolare domestico, rischio di contaminazioni. Sebbene non sia ancora provato ed ufficialmente ben studiato scientificamente, si ritiene che in alcuni casi si possano verificare episodi di tradimento.

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martedì, 03 ottobre 2006

Post spostato

Sei proprio una favola e pensare che non ti ho mai raccontato a nessuno, sei una grande storia e non sei mai stata presente nel libro delle leggende, e ci sono persone che dicono che tu sia divina eppure non fai miracoli. Dicono anche che sei un fiore, che addirittura risplendi come il sole, si direbbe proprio che sei ogni cosa. Sei tutta bocca, boccoli, lingua, occhi, sei tutta occhi, parliamone a quattro non credi? Sono un ficcanaso che ti credi, non restare lì su due piedi, che poi viene a galla la verità tutta gonfia del mare dell'oceano ad affogarti. Sei il tramonto a volte, altre sei l'alba, a volte un'asse da stiro, piatta, incoerente, e un giorno pensa potresti diventare... incontinente. Non sei certo tutto il mio mondo, neanche il più piccolo continente, non sei neanche la stella che vi ruota attorno, perchè sai, a me piace rimanere con i piedi per terra, non sarai dunque il centro di ogni mia attenzione, anche se crei una forte attrazione, non mi lascerò ingannare, non mi lascerò trascinare, voglio essere colui che quando il saggio punta il dito al cielo io guardo se tiene allacciate le scarpe per proseguire sulla sua via, povero coglione. Che dici? Sono un po’ stronzo? Guarda amore, non esisti solo tu nell’universo. Anzi… adesso mi scappa da ridere. Ma ti ho voluto bene, oh, te ne vorrò.

 
Silenzio.
 
(Colpo di pistola)
 
(…la sua…)
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domenica, 01 ottobre 2006

In questo rigore d'autunno
si avvicina quello d'inverno
l'alterarsi delle stagioni
si contrappone all'alternarsi
ma sarebbe dolce cullarsi
insieme su foglie appese
gemelle che scendono da rami
come un un'altalena dondolarsi
indietro, avanti, con gli occhi chiusi
figli di un Pan minore
come attaccati senza panico
ai bastioni oltre oceano
quando riaprire gli occhi
e si raccoglie in mente
una luce troppo forte,
il tramonto nella mia fronte.
postato da tandream alle ore 01/10/2006 10:59 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: poesia, panico, tandream


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