L’acqua era calda, l’avevo appena scoperta, avevo fatto la scoperta dell’acqua calda appena tuffatomi. Le bolle erano davvero blu ed ho scoperto che è facile fare un buco nell'acqua basta soffiare a gonfie vele con la bocca, ho imparato a costruire castelli in acqua a scolpirla e plasmarla come un artista della creta. Ogni elemento nasconde la sua arte, ho scoperto anche questo ieri in piscina, basta sapere bene cosa osservare: le ragazze in costume. Voglio finire sotto una cascata un giorno, una cascata proprio addosso a me, la raccoglierei tra le braccia e le chiederei da dove è spuntata fuori. Non bisogna aspettare infatti che cada giù dal cielo, si può anche aspettare che cada giù dal mare, l'attesa non ha direzioni. Le sue mani erano delicate e timide, ne ricordo ancora adesso la flessuosità delle dita, stringedomi le spalle mi chiedeva se faceva male ed io a lei. A volte è sensuale appoggiarsi sulle spalle di un altro. Certe attrazioni comportano uno sdoppiamento da non sottovalutare. Adesso penso esattamente quello che pensi tu. Affoghiamo insieme in questo stagno, che da rospi si diventa principi e regine appena lo desideri. Oggi ho già le spalle più larghe e il mento che fugge via di più, la testa punta più in alto dopo che sei riuscito a immergerla più in basso.
E’ ora di tuffarsi, proprio quando le onde sono diventate più alte, le barriere più forti, è proprio quella l’ora di sfondare. Il passato è morto con un nuovo nato, come se fosse possibile concepirlo solo ora, in tutti i sensi. Nuotare verso l’altra sponda del fiume e vincere in velocità la tua ombra, il riflesso che si specchia nell’acqua, il riflesso che chiede muto chi è il più bello del reame. Acqua, schiuma, sale, completamente immersi e lanciarsi ad ampie bracciate lontano cullati dalle schiume del tempo. Colpire ed essere cullati allo stesso tempo, si fa questo sfondando il muro dell’acqua. Ed io che non posso neanche augurare al nuovo nato una nuova vita, in silenzio chiudo gli occhi e resto a guardare dentro di me quello che accade fuori. Un inutile bordello di anime e corpi che si affannano a cercare, neanche fosse l’inferno, il proprio egoistico piacere. Tra tutti è quello peggiore, stare a guardare ed oziare, ma se fatto con classe diviene divino. Non è forse quello che fa tutti i giorni qualcuno lassù? E il figlio, che invece di nuotare, camminava sull’acqua, classe, che classe.
Sei proprio una favola e pensare che non ti ho mai raccontato a nessuno, sei una grande storia e non sei mai stata presente nel libro delle leggende, e ci sono persone che dicono che tu sia divina eppure non fai miracoli. Dicono anche che sei un fiore, che addirittura risplendi come il sole, si direbbe proprio che sei ogni cosa. Sei tutta bocca, boccoli, lingua, occhi, sei tutta occhi, parliamone a quattro non credi? Sono un ficcanaso che ti credi, non restare lì su due piedi, che poi viene a galla la verità tutta gonfia del mare dell'oceano ad affogarti. Sei il tramonto a volte, altre sei l'alba, a volte un'asse da stiro, piatta, incoerente, e un giorno pensa potresti diventare... incontinente. Non sei certo tutto il mio mondo, neanche il più piccolo continente, non sei neanche la stella che vi ruota attorno, perchè sai, a me piace rimanere con i piedi per terra, non sarai dunque il centro di ogni mia attenzione, anche se crei una forte attrazione, non mi lascerò ingannare, non mi lascerò trascinare, voglio essere colui che quando il saggio punta il dito al cielo io guardo se tiene allacciate le scarpe per proseguire sulla sua via, povero coglione. Che dici? Sono un po’ stronzo? Guarda amore, non esisti solo tu nell’universo. Anzi… adesso mi scappa da ridere. Ma ti ho voluto bene, oh, te ne vorrò.
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