Tan Dream

I sensi insensati
mercoledì, 29 novembre 2006

Buttata lì, la poesia sul divano

Tra soliti salti e insoliti stolti,
tanti saluti ai soliti ignoti.

Conseguenze che si spalmano sul viso
casi insoliti di parole scritte in faccia,
parole insolute come casi,
lasciate come cicatrici luminose
cicale nella notte e nell'inverno
come le stelle che lampeggiano
a intervalli irregolari come fuse
come lampioni la notte e lamponi
in bocca a mille aspre parole
lasciarsi cadere per non scivolare
lasciarsi nuotare dalle onde
per non lasciarsi affogare
sfogare e spiegare le proprie ali ai cieli
volando, volendo, scherzando, morendo,
mordendo la colla sulla tue pelle,
mordendo, mangiandoti, ridendo,
siamo aspre e dolci canzoni
noi amanti quando facciamo l'amore.
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categoria: poesia, parole sognate, tandream


domenica, 26 novembre 2006

Sono sommerso. Ed io che non pensavo di essere un sommergibile. E invece sono sommerso. Sommerso da confusione e sensi di colpa e me ne rendo conto adesso, quando il senso di colpa fa meno male, allora me rendo consapevole. Io sono cattivo. Sono diventato cattivissimo. Devo tornare buono, devo tornare buonissimo. Così quando qualcuno avrà voglia di qualcosa di buono, potrà mangiare anche me. Per Natale mi travestirò da Ferrero Rocher e mi potrà leccare chiunque. Naturalmente solo lingue femminili che poi guarda caso sono sempre quelle più lunghe. La donna ha la lingua lunga, l'uomo bugiardo ha le gambe corte, quello che dice la verità ha i piedi scalzi, un buon samaritano. Io ho le braccia calde e a volte la lingua biforcuta, perché a volte mi piace ripetere due volte le cose, per far comprendere meglio il concetto. ma voi avete mai capito Concetta? Strana signora afferra subito il concetto ma lei non si fa capire quando parla e povero concetto, lo stritola a volte. l'immersione nei sensi di colpa non è il mio sport preferito, anzi non lo sopporto, allora perché è quello che pratico più spesso? Dev'essere auto-distruzione, il bottone per farlo non ancora lo trovo, devo imparare l'auto-distrazione... Beh, dimentico sempre le chiavi in giro... le chiavi della macchina. La mia auto-distrazione.
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martedì, 21 novembre 2006

Attaccapanni

A volte si è attaccati dal panico, perché non fare viceversa e attaccarsi al panico stesso? Come stare in una metro affollata, il cuore che batte all'impazzata, tremi come un terremoto, ed ecco che arriva il panico, perché fuggire via, basta saperlo attaccare lui piuttosto che far sì che accada il contrario. Io panico ti sfido a duello, alle armi signori, lo stress sarà l'arbitro di questa partita che poverino è decisamente pallido, non stacca mai guarda caso, stacca e attacca sta tutto lì, stai per svenire non ce la fai più, allora stacca, stai per tremare, urlare, con il cuore alla gola, sei stato attaccato dal panico. Quest'ultimo si aggira come un fantasma e si può trovare ovunque, inutile evitarlo, bisogna lasciarsi completamente andare, ti prende e ti porta via, è come un assassino ma è lì in realtà a dirti che qualcosa non va. L'inquietudine è come la colla, inizia ad attaccarti, poi non ti molla più, allora poi è il caso di staccare, addirittura magari la spina, per evitare di rimanere folgorati. Ho tremato davanti al mio specchio, o sarà stata l'immagine riflessa che mi ha mentito? Ma per un giorno stesso sono rimasto steso a terra, KO tecnico dal piccolo via vai e dal grande torna indietro che senza di te non posso star. L'andirivieni è pericoloso. E' tutto come l'amore. E' tutto come il dio Pan, ed io che amo qualsiasi cosa in natura vengo prima o poi anche violentato dal panico. Ma sto Pan allora deve essere anche bisex, che dirà la mitologia a tal proposito? Io sono etero, etero, lo grido al mondo che sono etero, e per volare o fuggire completamente via basta una "e" e sarei etereo, senza più sesso, senza più stress. Mai provato a inalare l'etere? Vedresti i canali televisivi e sentiresti tutte le radio direttamente nel tuo cervello. Via etere viaggiano grandi cose...
postato da tandream alle ore 21/11/2006 08:17 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria: panico


sabato, 18 novembre 2006

Carenze di carezze

Che vuol dire poi voltare pagina se non girare ancora per trovarsi sulle stesse lettere, appiccicato e spiaccicato come un moscerino che tenta invano di fuggire dalla stanza calda e luminosa dove è entrato, da quella luce psichedelica che tanto lo attrae. Tutto ci da dipendenza fino a sbattere le ali contro il muro, e proviamo piacere.

A volte ho paura di guardare mentre gli altri mi guardano e allora mi metto in guardia, con la mano sulla fronte, guardingo, vedo la linea dell'orizzonte con le orecchie tappate, aspetto un segnale, con circospezione, mi volto piano, poi, solo dopo, decido cosa fare.


Sentirsi giudicati e sentirsi giudicati male, giù di Cati, Cati già, già, Cati l'amore mio, sì, ma adesso lei non c'è, non centra e forse un giorno ci sarà. Sara, che adesso dorme perché non è più primavera. Vera, fuggita con quel losco figuro, un capro espiatorio di nome Frank. Frank, Capra amava dirigere i suoi propri e sporchi film, un regista pecoraio. Ma fermiamoci qua.

Il giudizio dunque, quello universale, quello che ci si versa addosso magari a giornate alterne, o meglio alterate, come il tempo, il giudizio versatile, quello che fa un male cane ed in realtà magari è solo un dente, dannato giudizio. Non ti muovi bene? Ti senti un imbranato. Eppure era bello dirsi da solo, mi sento un imbranato. Giudicarsi, giustificarsi, tutto ciò che inizia con giu non sembra giusto. Se è giù non è up, nè cool. Ma giusto allora è l'eccezione che conferma la regola. Ha il buon gusto di non essere sbagliato. Giuro e ma non spergiuro che lo sia davvero. Che non si sa cosa sia giusto, forse è più facile conoscere ciò che è sbagliato, perché lo sbaglio lo giudichi dopo, ciò che è giusto lo decidi a priori, filosofia spicciola, proprio due centesimi. Ho le idee confuse, ho bisogno di un po’ di giustizia (cool!) anche per le idee che combattono tra loro nella mia mente, ovunque c'è guerra, dentro e fuori di noi. Siamo persi già in partenza, ma confido che un giorno ci ritroveremo, e faremo l'amore, esattamente come due innamorati. Dobbiamo unirci tutti, fare di questo mondo un bordello e decidere di fare tutti insieme l'amore, a prima vista.

postato da tandream alle ore 18/11/2006 08:45 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: tandream, senzasensi, buon natale, reparto isteria, club palloncino


lunedì, 13 novembre 2006

E la pagina come al solito me la sono rivoltata come voglio io, giratela pure ma poi tornate qua:
 (sto diventando sempre più idiota)



Prima avevo messo un post d'addio, poi ho pensato di toglierlo di nuovo, non so se qualcuno l'abbia letto, ma comincio a pensare che questo blog ormai sia diventato completamente inutile. Credo sia proprio il caso almeno di voltare pagina.
postato da tandream alle ore 13/11/2006 16:34 | Permalink | commenti (14) / commenti (14) (pop-up)
categoria: comunicazione di servizio


domenica, 12 novembre 2006

Lasceremo questa terra un giorno, lacereremo queste foglie d'autunno, saremo per sempre soli, saremo per sempre stelle.

La notizia del mio bacio letta lì sul giornale ha provato il mio alibi per il delitto d'amore, te l'ho rubato, ricordi? Adesso devo scappare via, lontano, prima che tu mi uccida, prima che questo mi faccia morire d'amore.

Che una sola cosa è certa nella vita, la morte, e dell'amore, che ne sappiamo dell'amore? Sembra la leggenda metropolitana che poi viene smentita e poi rieducata dalla scienza.

Non se lo chiedono forse i tuoi occhi se l'amore esista? Quel giorno che si chiuderanno sarà per mano della morte o per il mio bacio?


Bramo la morte così come bramo l'amore, si cade in entrambe le cose, ma una so che è certa e vera. Quel sublime sentimento sarà stato un disperato tentativo da parte di poeti e cantanti di credere in qualcosa che forse non avevano?

Chiudi gli occhi piano piano. Ma la senti adesso la mia bocca sulla tua? E le mie mani sui fianchi. Vedo la tua bocca che si apre piano. Stai spirando... no, forse stai godendo.  Aprili.  Ti ripeto, guarda il mondo nei miei occhi, io lo vedrò nei tuoi.

Il cielo e azzurro e rosa là dentro, lì, proprio nei tuoi occhi.
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sabato, 11 novembre 2006

I soliti cinque minuti conoscono i secondi ignoti

Ci sono multe salate da pagare nella vita, eventi stratosferici che modificano l'ambiente della vita, chissà che non ci siano multe dolci da pagare con lo zucchero e il miele e lieti eventi catastrofici, soffici soffici come un soffio vitale respirato sul proprio viso, senza maschere e senza trucco, o un po' di rossetto sulle guance e un po' barare giocando a dadi con due sole facce e senza labbra. Una, due e la terza nascosta sotto il tavolo dove nascondo i desideri, come se fosse polvere preziosa da preservare, polvere di carte consumate giocando con l'asso nella manica e la polvere della stellina che splende sulla fronte. Sfrontatezza, coraggio, delusione, malinconia, ecco un altro giorno che va via, come se si chiudesse il caso, o il casinò della tua vita  che chiude le porte dopo essere stato sbancato alla rulette russa. Colpi mancati. La pallina gira, ecco che gira, rosso, verde, nero, e accade che scivola piano sul numero sfortunato, da sbancato a sbiancato e il conto in rosso. Quanti infiniti colori per chi vede troppo attraversano la vita, frecce lanciate da un arco baleno dopo la pioggia agguerrita di un attimo, e la grandine ingrata... che in viaggio rompe il parabrezza. Sul mare poi la brezza, la calma, soffia sul viso e in cucina i sofficini che friggono sorridendo. Dalla grata entrano raggi di sole, illuminano a tratti come pennellate il pavimento e il volto. Le ombre vengono sgomberate.
postato da tandream alle ore 11/11/2006 14:05 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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giovedì, 09 novembre 2006

Il coraggio sta nell'astuzia di avere paura senza che gli altri se ne accorgano.
postato da tandream alle ore 09/11/2006 20:33 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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domenica, 05 novembre 2006

Intercessione

Dovevo chiudere tutto e in fretta. Dopo la nostra morte non ci sarebbe stata più la stessa anima, lo stesso spirito, lo stesso mondo. Bisognava chiudere in fretta quella porta prima che il ricordo potesse nuovamente entrare e restare ancora per secoli nascosto nella mente, portandomi patologie psichiatriche. Che tutto si porta, e tutto si ridà indietro, questa è la legge dell'universo. Dopo la mia e la sua morte tutto doveva essere cancellato e mai più riaperto, appunto, chiuso con un cancello. Ogni piccola infiltrazione potrebbe essere letale alla morte stessa. Quando lo spirito vaga da un mondo all'altro, lo fa con gli occhi bendati, le orecchie tappate e il corpo ricoperto da un mantello. lo spirito è ladro. Ruba ciò che è in vita, dimentica il delitto e porta a casa. Ho iniziato uno strano cammino. Fuori il vento tira e le foglie se lo prendono.
postato da tandream alle ore 05/11/2006 18:51 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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domenica, 05 novembre 2006

Morte

La sua mano s'infiltrava nel cuore come i raggi del sole dalla finestra, il mio cuore baciato dal sole batteva battiti di farfalla e le sue dita iniziavano a far male. La sua decisamente indecisione se lasciarmi andare o farmi restare mi bloccava sul mio unico punto di appoggio in questa vita, a roteare come la trottola che galleggia tra le ali del vento. Siamo portati nella vita, così come siamo portati dal vento, e ci consideriamo portati fino a quando non andremo via. La morte è la partenza, la vita è la casa dove restare per un periodo più o meno lungo. Le sue mani affondavano nel mio petto ancora più profondamente, sentivo entrambi i suoi palmi ora che accarezzavano forte e con vigore il mio petto chiaro. Gli occhi dritti sui miei. Lei sui fianchi, sopra di me. Ci dondolavamo piano.  Non era un istinto base, era esattamente ciò che doveva succedere, e dall'istinto base si passa agli alti istinti... e ci estinguiamo. Abbassò il suo viso sul mio, lentamente, aprì la bocca e l'avvicinò al collo. Morse piano. Le luci si spensero tutte. Le stelle fuori non sapevano più che guardare. Iniziò a cadere pioggia, lenta a bagnare le strade e le colline. Mi si chiusero gli occhi. Per sempre.
postato da tandream alle ore 05/11/2006 11:05 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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domenica, 05 novembre 2006

Deturparsi

Ci uccideremo, come le farfalle fanno la mattina, ci lasceremo, come alla stazione ogni mattina, e ti ricorderai di quell'attimo fucilato nella tua testa, intagliato nelle mie vene, amare e morire a Las Vegas, la vasca da bagno pregna dei nostri istinti affondava con noi, colavamo a picco tra i nostri sapori, il tuo sangue raggelato nella schiuma, il mio sperma disperso dentro di te, così ci coglie, la morte così accogliente, un taglio a me e un colpo a te, per avere amato troppo noi e annullato il resto del mondo, non ci resta che precipitare come due rondini in volo, in questo inverno fatto di follia, scivoliamo via, sulla neve, sulla via, e chissà se lassù un Dio minore, ci darà il do maggiore, ritornando a farci cantare, tra gioie e gioie. Gioiello tu sei, io il tuo per sempre Diamante, e non è mai mai, e non sarà mai mai per sempre.
postato da tandream alle ore 05/11/2006 08:40 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: fotografie


sabato, 04 novembre 2006

Trepidazioni

Ed erano cose invisibili che accadevano sotto i miei occhi, cadevano davanti gli occhi come brina d'autunno, il ricordo sconsiderato, l'amore condensato a tempesta, sui fiocchi di neve la brina brillava, urlava di considerazione, io gelavo di contemplazione, il collo, ricordo il suo collo, le labbra mie sulle sue, la mia brama su di lei, la linea della schiena che chiedeva chiarezza, chiedeva carezza, mani mai immobili a sfiorare la sua contentezza, ricca, così ricca di peccato, ricercava il mio baciato, baciato di labbra e baciato di cuore, ti renderei immensa, ti consoliderei la mia lei, e la lingua che scappa a gusto spianato cerca l'odore della pelle nell'ora, pelle d'oca e d'infranto, morbosa, dove quando fare l'amore è da regalare una rosa.

Trepido, intrepido, lontano mia sorella scontrosa, fremito, fremito, saranno brividi di scontravevolezza vogliosa.

Bisogno di un attimo di incanto, la tua voce, il tuo canto, beato mi addormento al letto e so che anche se non ci sei, col corpo, ci sarai. Noi saremo.
postato da tandream alle ore 04/11/2006 21:37 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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