In questo freddo tagliente meglio non darsi delle arie per non ritrovarsi con ferite addosso, come se il vento gelido lasciasse sanguinare pelle, con questo freddo tagliente meglio non correre sul filo del rasoio, ferite ai piedi sarebbero inevitabili come scivolare nudi su un lago ghiacciato, con questo freddo tagliente è meglio ricucirsi in un angolo di cuoio caldo fatto a mano, un angolo di pelle, pelle e pellame, perdo piume dal piumino me le lascio dietro e addosso come se fossero piume cadute dal cielo. Tagliare la corda o la testa al toro, con questo freddo tagliente è l'ottima occasione come l'ultimo saldo ai grandi magazzini per il regalo che non avresti mai comprato prima, fare un saldo di qualità, comprarlo perché è il pensiero che conta e le mani invece sognano senza contare, perché non è uno più uno che fa due, ma due insieme che fanno tre. Come dire, la sacra famiglia, o il bue e l'asinello e il bambinello, tutti nelli, quando arriva la cometa di questi tempi e di quando non arriva mai, cometa sempre senza meta. O tagliarsi le vene con questo freddo lacerante neanche fosse stoffa antartica. Una goccia di sangue che cade sul palco immenso che ha creato la neve sotto i miei piedi. Rosso su bianco, esattamente come un testamento o come l'amore, come un angelo e il suo cuore. Tra sferzate di aria gelida, sotto il grado zero, sceso dalla scaletta della scorsa estate, davanti al camino conto le fiamme che mancano ad illuminare i miei occhi, accendo sigarette, accendo palline, accendo ceri spenti, c'è il motore un po' in panne, e spero che siano le panne montate sugli alettoni per far correre più veloce la macchina nel manto dolce dell'inverno. Scendere, smontare le panne dalla macchina dolce, controlla il motore, non è in avaria, solo sensazione che un altro anno sta per fermarsi dopo esser corso per dodici mesi, come dodici vasche, fatte una dietro l'altra a nuoto con gli occhi al cielo, dodici che dicono molto, decidi e dici e poi in dodici altri mesi fai, dacci, dedicatici, diccelo, di che segno sei nel 2007? Fuori il tagliente freddo ha finito di radere al suolo le foglie, un freddo boia, caspita, proprio un freddo boia... usa l'accetta per uccidere l'estate trascorsa.