Tan Dream

I sensi insensati
domenica, 31 dicembre 2006

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mercoledì, 27 dicembre 2006

Gli eccessi di lucidità dovrebbero essere multati

Ho perso i sentimenti, sto perdendo tutti i miei dannati sentimenti, scrivo anche male, devo tornare, tornare indietro li dove li ho lasciati, perché ricordo che li abbandonai apposta per volare un attimo via da questo mondo che non accettavo più. Lo devo scrivere. Così oggi che ho un eccesso di lucidità (il sovrappensiero uccide) lo metto nero su bianco e domani, domani ricorderò il posto esatto dove ho abbandonato i sentimenti. Adesso mentono soltanto, e non li senti, non li senti. E' bello essere del colore arancione dentro, ma quando sei sempre nero fuori, nessuno lo nota. L'anima e il paradiso sono di colore arancione. Il paradiso si potrebbe trovare anche nelle mutandine di Nicole Kidman, è rossa sì, con tonalità arancioni...
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martedì, 26 dicembre 2006

L'ultimo attimo di lucidità
è stato compiuto pulendo la stanza
adesso che sono sporco di pazzia
non mi resta che crearmi un sogno
un sogno sporco di anime e folletti
perché nell'anno nuovo
che sempre più giovane di quello vecchio
si stampa fissata l'immagine di perfezione
gli occhi e le lampade
si spengono spesso
nella mia stanza
si spengono spesso
abbiamo bisogno di batterie
da suonare
ed io,
ed io non ricordo mai
mai, chi sono io.
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giovedì, 21 dicembre 2006

Campagna per la promozione di Babbo Natale

Quando nella sera scende sempre un'ombra di malinconia, dovrei accendere la luce. Queste giornate corte e con il naso lungo rendono le bugie inutili. Babbo Natale esiste ne ho la prova. Prova? Ne ho la piovra. S'attacca ovunque sui tetti delle case ultimamente. Babbo Natale ha chiesto il divorzio. Adesso cerca annunci, e tutte sono befane single. Ma la scopa non basta. Babbo Natale è triste, regala doni ai bambini e cerca l'anima gemella. La befana si fa beffe di lui. Babbo Natale sta diventando pedofilo. E' la sua riconciliazione con il mondo del sesso. Il 2007 sarà un nuovo anno. Trovate una donna per Babbo Natale.
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mercoledì, 20 dicembre 2006

Lasciato in altri luoghi

Si preparano ad essere fantasmini.
Le lenzuola sbiancate dalla paura del sole.
Scapperanno di notte nelle tue stanze.
Ti copriranno assieme al corpo portentoso.
Che mai sarà un corpo portentoso.
Come se fosse nel mare un porto così ampio, corposo,
da ricoprire mezzo oceano e innalzarsi al cielo,
lì dove dipartono le navi per le rive di altri fianchi.
postato da tandream alle ore 20/12/2006 15:37 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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mercoledì, 20 dicembre 2006

Last Christmas, I gave you my ass, but the very next gay, you gave it away...

In questo freddo tagliente meglio non darsi delle arie per non ritrovarsi con ferite addosso, come se il vento gelido lasciasse sanguinare pelle, con questo freddo tagliente meglio non correre sul filo del rasoio, ferite ai piedi sarebbero inevitabili come scivolare nudi su un lago ghiacciato, con questo freddo tagliente è meglio ricucirsi in un angolo di cuoio caldo fatto a mano, un angolo di pelle, pelle e pellame, perdo piume dal piumino me le lascio dietro e addosso come se fossero piume cadute dal cielo. Tagliare la corda o la testa al toro, con questo freddo tagliente è l'ottima occasione come l'ultimo saldo ai grandi magazzini per il regalo che non avresti mai comprato prima, fare un saldo di qualità, comprarlo perché è il pensiero che conta e le mani invece sognano senza contare, perché non è uno più uno che fa due, ma due insieme che fanno tre. Come dire, la sacra famiglia, o il bue e l'asinello e il bambinello, tutti nelli, quando arriva la cometa di questi tempi e di quando non arriva mai, cometa sempre senza meta. O tagliarsi le vene con questo freddo lacerante neanche fosse stoffa antartica. Una goccia di sangue che cade sul palco immenso che ha creato la neve sotto i miei piedi. Rosso su bianco, esattamente come un testamento o come l'amore, come un angelo e il suo cuore. Tra sferzate di aria gelida, sotto il grado zero, sceso dalla scaletta della scorsa estate, davanti al camino conto le fiamme che mancano ad illuminare i miei occhi, accendo sigarette, accendo palline, accendo ceri spenti, c'è il motore un po' in panne, e spero che siano le panne montate sugli alettoni per far correre più veloce la macchina nel manto dolce dell'inverno. Scendere, smontare le panne dalla macchina dolce, controlla il motore, non è in avaria, solo sensazione che un altro anno sta per fermarsi dopo esser corso per dodici mesi, come dodici vasche, fatte una dietro l'altra a nuoto con gli occhi al cielo, dodici che dicono molto, decidi e dici e poi in dodici altri mesi fai, dacci, dedicatici, diccelo, di che segno sei nel 2007? Fuori il tagliente freddo ha finito di radere al suolo le foglie, un freddo boia, caspita, proprio un freddo boia... usa l'accetta per uccidere l'estate trascorsa.
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sabato, 16 dicembre 2006

Ti amo, ti ammazzo, se non è pace è guerra, neutro come il bianco? Arcobaleno o cartina tornasole?

E' ora di ucciderti, così come sei nato così andrai via.
Ti lascerò partire, andare fuori di testa, stare fuori sul balcone ad osservare il panorama, sei partito, andato fuori, fuori, via da me, hai deciso di abbandonarmi ma un giorno tornerai vero? In attesa del ritorno della ragione mi do alla pazza gioia, sì lo so, sei andata via perché dentro di me è scoppiata una guerra e a te piaceva fare solo l'amore, adesso ho solo pensieri combattuti, idee esanime, ricordi defunti che depongono le loro croci, sono davvero lapidario a volte ed è bastata una parola per farti sotterrare. Tornerò forse io a scovarti, a scavarti? Ad approfondire la nostra conoscenza, io te la fortuna e l'innamoramento, noi che giriamo sempre tutti insieme bendati con le mani al vento, e il vento che si ritrae intimidito, è sempre il solito, ma qual buon vento è proprio quello di guerra come il piede usato dall'indiano e mi raccomando di non farlo, non fare l'indiano, e non correre con le ali ai piedi, sgambetta e mettile sulla schiena. Ti ritroverò un giorno? Qui è tutto pieno di polvere, chi mi darà di nuovo una spolverata alle idee? Chiamerò una badante rumena o filippina che rimetterà  in sesto questa  casa abbandonata? Sono una testa vuota, adesso è tutto terra bruciata, sembra quasi di riconoscermi in un tronista televisivo. Forse ho raggiunto il mio scopo. Non mi resta che chiamare la De Filippi.

Si, ma, così non fa ridere sai. E lo so, lo so.

Che poi arriva Natale e siamo tutti più buoni.


Quindi se non torni, rimarrà la pazza gioia, ma anche la pazza idea di far l'amore con te, sarò anche addirittura abbastanza geniale senza più la ragione?

Perché? Perché le idee più grandi partono spesso da un piccolo sentimento. Senti? Che ne dici, usciamo a cena stasera? Mento. Dico bugie, sono sentimento. Una pizza? Un pic-nic sul letto a lume di candela? Così, proprio senza ragione.
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venerdì, 08 dicembre 2006

Nè capo, nè coda: busto

Sempre circondato da rapporti sempre uguali, la mente si stanca facilmente, stanco di relazionarmi agli altri, diffido da ogni contesto sociale che finisce sempre per scadere nel deleterio rapporto superficiale, quando invece vorrei cantare addosso a mille altre voci, per non farmi prevaricare dal mio analista in croce, povero cristo che gli ho fatto, è partito ed è impazzito, non ci si lascia più andare in questa nostra strana dimensione, dove tutto appare e poi muore, dove tutto è isteria e psicosi di massa, lascia fuggire via l'analista, finirà per fare il contorsionista di pensieri, idee che diverranno deviate, come volare un giorno sul nido del cuculo, darsi un taglio all'idea astratta, lobotomizzarsi le nuvolette sulla testa, estinguere il fumo del pensare troppo, non vedi non connetto, è ora di lasciarsi andare, liberare lo spirito dal corpo e cercare la propria dimensione in un distretto naturale, così stretto ma anche così ampio, infinito e piccolo, il nostro spazio interstellare, tra una stella ed una nevrosi, spegnere il conflitto ed eliminare le lacune, andare in oblio e tornare a ricordare, tra la vita e morte non rifletto, siamo liberi nell'aria, siamo solo ora consapevoli, siamo a volte diavoli con la coda di paglia e le porte lasciate aperte, curiosi come gatti che cercano nell'erba del vicino la propria erba gatta, con la testa matta di un angelo e le ali di un'ape omicida, ci andiamo a schiantare sulle folli gemelle, l'occidente e il medio-oriente.
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mercoledì, 06 dicembre 2006

Lasciate che il freddo vi attanagli, con manette e catene ai polsi che battono, lasciate che il freddo vi porti al fresco, dietro le sbarre di ghiaccio della prigionia invernale, che il gelo faccia di voi pupazzi di neve e vi faccia slittare nel buco dell'acqua ghiacciata. Andate con renne e campanellini per le strade di una qualsiasi Lapponia, lasciatevi scivolare sotto il naso il calare del sole quando raffredda, si trasforma nel vostro colare dal naso, arrendetevi al male supremo, all'arma letale per eccellenza, spargete i vostri fazzoletti per le strade, infestate  e contagiate  le persone che vi circondano.  Ebbene sì, l'uomo verrà sterminato  da un'epidemia di raffreddore, io, già arreso, butto lì di traverso la mia mancanza di anti-corpi necessari.
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sabato, 02 dicembre 2006

La tua unica pessima abitudine è quella di tirarti indietro, neanche fossi messo in lavatrice, ti ritiri fin quando non ti fai piccolo piccolo. Pollicino non ha mai avuto un grosso successo con i suoi fratelli maggiori, soprattutto con l'anulare, lui si che ha la sua dimensione e una certa forma di prendere la vita, soprattutto di mandare, mandare tutto a quel paese. Le mani hanno grande importanza, ogni dito ha una sua espressione, sono lo specchio del toccare profondo, il gesto per indicare ogni cosa, scavano ma aiutano anche ad arrampicarti, sfiorano, accarezzano, fanno l'amore. Una stretta di mano e capisci tutto. Potrebbe essere scossa elettrica oppure un dito in bocca per ciucciare la voglia di se stessi, le dita tra i capelli per sentirsi sedotte, nelle tasche per nascondersi o trovare qualche spicciolo o briciolo di pane, barboni, le dita dei barboni sui marciapiedi, sempre con guanti senza dita, dita che sfiorano labbra e carni, dita per dirti uno o dieci, una mano tra le gambe per mostrare la virilità. Dita e vita e un abbraccio a questo mondo che va. Domani toccherò il tuo lato migliore. Non riceverò mica le tue cinque dita sulla guancia? Sberle. Se apri la bocca, prova a berle. Indice di gradimento, pollice d'ingrandimento, mignolo stuzzicadente, tutto ok tra indice e pollice, fare segno di attenzione, ciao, adesso faccio ciao.
postato da tandream alle ore 02/12/2006 09:22 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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venerdì, 01 dicembre 2006

Perché saranno esauditi tutti i tuoi desideri
in questa folla trottola che cambia
nel nuovo millennio saranno bambini
che giocheranno con le mie mani
e i tuoi sudori sinceri sulla fronte
saranno le rime dei tuoi ricordi
perché per me sei stata santa
ma l'unica vera cosa sacra
è l'acqua che si cosparge su stessi.

Un diluvio di acque in piscina.

S'impara a camminare
con la testa in giù
le gambe alzate
e gli occhi verso la riva.

E si ha voglia,
voglia infinita di affondare
ma l'acqua tira su
tira su fino a volare,
sgambettare,
ginocchia sopra ogni ossigeno.

postato da tandream alle ore 01/12/2006 21:48 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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venerdì, 01 dicembre 2006

Sono entrato nel tunnel arancione


postato da tandream alle ore 01/12/2006 19:43 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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