Tan Dream

I sensi insensati
lunedì, 26 febbraio 2007

sabato 24 febbraio

- Ella era ben poco vestita
E degli alberi grandi e indiscreti
Flettevano i rami sui vetri
Con malizia, vicino, vicino...

Seduta sul mio seggiolone,
Seminuda, giungeva le mani.
Al suolo fremevano lieti
i suoi piccolissimi piedi.

- Io guardavo, colore di cera,
un piccolo raggio di luce
sfarfallare nel suo sorriso
e sul suo seno, - mosca al rosaio.

- Le baciai le caviglie sottili.
Ebbe un ridere dolce e brutale
Che si sciolse in un limpido trillo,
Un ridere grazioso di cristallo.

I suoi piedini sotto la camicia
Si salvarono: "Beh, vuoi finirla?"
- La prima audacia era stata permessa,
Ma ridendo fingeva di punirla!

- Baciai, palpitanti al mio labbro,
I suoi timidissimi occhi;
- Lei ritrasse la sua testolina
Esclamando: "Ma questo è ancor meglio!...

Signore, ho qualcosa da dirvi..."
Tutto il resto gettai sul suo seno
In un bacio, del quale ella rise
D'un riso che fu generoso...

- Ella era ben poco vestita
E degli alberi grandi e indiscreti
Flettevano i rami sui vetri
Con malizia, vicino, vicino...

(A. Rimbaud)
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venerdì, 23 febbraio 2007

-.-.-.-.-.-.\|

Ho avuto un ritorno di fiamma , mi ha colto sul più bello e mi ha bruciato il viso e la fronte. Ho avuto un'ustione di terzo grado e sono salito di altri tre gradini sul piano dell'estetica sociale. Stavo sognando sotto la doccia ad occhi chiusi quando ho avuto una folgorazione, no, non sono rimasto bruciato, si è solo accesa la lampadina ed ho pensato di svegliarmi per dare spazio anche al mio corpo. E' un corpo che cambia, a volte mi sento il David di Michelangelo, ha anche lo stesso identico colore. Sarò un po' pallidino vero, ma nulla di irreparabile, un paio di schiaffi sulle guance e un bacio per farmi arrossire. Altre volte mi sento un bronzo, e non di Riace, un bronzo e basta, un bronzo non abbronzato tra l'altro. Ho bisogno di un po' di colore e di qualcuno che mi disegni su di me l'arcobaleno, e un piccolo cuore dietro l'orecchio. Avevo avuto un ritorno di fiamma, e non era la fiamma tricolore, nemmeno la fiamma dei pompieri. Era tornata a casa l'altra sera bruciandomi il tetto e soffocandomi il viso. No, non è una ragazza fiamminga. Lei accende i cerini. Ieri è tornata la piccola fiammiferaia e mi ha acceso un cero. Un c'ero una volta, tanto tempo fa... che nel mentre bruciavo durante il cammino della vita mia, m'incontrai con la donna più bella dell'universo intero, ché le stelle restavano mute e lo sole sorrideva co' le gote rosse, sfiammava lo sole nel cielo, e le nuvole scappavano via pe' tanto che codesta fanciulla potesse sempre vedere il sereno cielo e potesse il suo sorriso splendere fino al divino core che batte lassù in alto. Sta piccola madonnina era la porta di tutto lo paradiso intero. Con gli occhi teneri e dolci, grandi e tondi, 'si pieni di linfa e rose, 'si alta coi boccoli tondi che scendevano lungo la schiena, colei che avrei in etterno desiderato. Ecco un giorno m'apparve. Lo ritorno di fiamma.
postato da tandream alle ore 23/02/2007 08:07 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: non so più quello che scrivo


giovedì, 22 febbraio 2007

Oh! E' cascato il governo! Qualcuno deve avergli fatto lo sgambetto e aver scoperto che è anche ladro. Adesso raccolgono la refurtiva e fuori piove, piove davvero tanto. Qualcuno lo rimetterebbe in camera di rianimazione, chi vuol praticare respirazione bocca a bocca? Prodi non piace? Sì, ma dai... dare un bacio a Berlusconi... peggio che cogliere la mela nel giardino dell'Eden. Cheddai, Prodi almeno è pacioccoso, teneroso, morbidoso, fragoloso! Ma io Silvio ti amo. Sì, ti amo. Dopo il decreto legge sui Pacs sono tornato a cantare per te. Silvio, io sono Giacomo, Giacomo Leopardi e sono sempre stato gay. Lo facciamo un poemino?
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categoria: tutti giù per terra


giovedì, 22 febbraio 2007

Clint Eastwood e il cavaluccio marino, in mezzo la sirena e il pompiere mancino

Eccoti finalmente sei tornata, sei emersa dall'acqua come una venere, io ho fatto il rospo e adesso sulla foglia nello stagno il tuo bacio mi congela. Sono stato ranocchio per amor tuo e prima ancora brutto anatroccolo fino a quando non ho incontrato te, emersa dalle acque, il mio cigno, la mia ala guida, il pesce spada, colei che rompe le acque, colei che irrompe, fa schiuma sulla riva e poi con la stessa mi fa un baffo e tutto il resto della barba. Tu, venere col rasoio in mano, mi hai pugnalato sul collo, mi hai sferzato l'anima con un taglio, e i capelli hanno preso forma delle onde che hai cavalcato. In questa lunga riva tra una sponda e l'altra, io sono il pesciolino rosso tu colei che mi butta nel cesso o mi da il cibo per sopravvivere. Fai tu. Fai tutto tu. Mi affondi e mi fai riemergere, mi fai soffocare e mi dai l'ossigeno e la linfa vitale, mi baci e mi accarezzi mi tagli e poi mi spezzi. E mi chiedo chi tu sia, chi cazzo sei tu per farmi tutto questo? Ma lo sapranno le onde un giorno che l'acqua è mia compagna, solo l'acqua e la terra, ed io mi muovo attraverso di esse tra cieli in tempesta e del tempo che solo a me resta. Girati, voltati, corri, venere o venere, sei solo una stella, io sono diventato il centro, non mi incanterai, non mi incatenerai, sono io, sono solo io colui che ama e decide. Venere, potrei dirti che sei una stronza? Ma fa come credi, io mi diverto a vederti affannare tanto per far finta che non t'interessi, per far finta che tu sia l'impossibile irraggiungibile, io faccio lo stesso e adesso come la mettiamo? Vedi, siamo alla pari, anzi di spari siamo pieni, siamo pieni di buche di pallottole sparate tra di noi. Siamo disparati. Ed io ti sfido a duello. Bang bang.
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categoria: sta delirando


giovedì, 15 febbraio 2007

Battere le dita su un marciapiede non vuol dire necessariamente prostituirsi con le mani. Batterle sui tasti di un pianoforte però è già qualcosa di più sensuale. Passarle delicatamente sulla tua colonna vertebrale mentre sei distesa, sulla tua schiena piano delicatamente è decisamente sensuale. E se io ho voglia di schioccare le dita su un marciapiede è perché mi è venuta un'idea e voglio fermare la tua attenzione. Dove stava andando la tua attenzione mentre io cercavo di fermarla? Stava facendo retromarcia al centro della corsia di sopravvivenza, proprio al centro dell'attenzione di fronte all'ufficio pensieri smarriti. Stavi mettendo da parte la tua attenzione nei miei confronti. Avevi voltato l'angolo con gli occhi, oppure facevi il contrario: voltavi gli occhi con l'angolo e a quel punto mi sembravi decisamente strabica. Nulla di irreparabile. Una mano sulla fronte e una dietro il collo per riportare la tua attenzione sul mio sguardo. Sei arrabbiata, giri di nuovo la testa da un'altra parte. Stiamo ballando, e non ricordo come si chiamava quel ballo, dove non è permesso guardarsi mai negli occhi. Un tango. Questo ballo è esattamente come un duro corteggiamento. Oppure un lungometraggio morbido, un film che vorrei girare insieme a te. Alla fine del ballo dovrai pur guardarmi negli occhi anche solo per attimo e poi decidere. Scappare via dandomi uno schiaffo o restare con me tenendomi le mani sui fianchi ed abbassare lo sguardo. Lo abbasserei anch'io. E poi, poi cosa accade al termine del ballo quando tu ti arrendi davanti a me? Beh, potremo ballare una polca.
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martedì, 13 febbraio 2007

Divagare ma tanto tanto, quasi svagare

Oggi sto come la luce negli ascensori. Mi ha sempre affascinato al luce negli ascensori. Vibra. E l'ascensore sale. Sale e vibra tutto. E' come un'esperienza elettrica. E' leggermente allucinogeno. La luce vibra e l'ascensore sale. E' come fare del sesso. Capisci che è come fare del sesso. E non ci saranno più attacchi di panico se lo capisci e se non ci sarà il panico farai l'amore in ascensore. Ho sempre desiderato fare l'amore in ascensore. Avete capito adesso perché si può avere un attacco di panico quando l'ascensore si ferma?
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sabato, 10 febbraio 2007

Imitare Berlusconi: nel nostro piccolissimo

Avevo scritto sondaggio? Eccovelo, ma non è quello che pensavate voi.
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sabato, 10 febbraio 2007

Qui non è più lo stesso. Sta diventando un là (maggiore).

Stamattina ho il cuore che mi sobbalza da una parte all'altra nel petto. Si muove sia a destra, poi a sinistra e poi cade giù vicino allo stomaco, insomma, disegna una "L". Non vorrei fare il cretino ma credo che non possa che significare LOVE. Ma io non sopporto queste cose così dannatamente smielate. C'ho il cuore smielato. Oggi è cremoso. E' un cuore di panna e fuori piove. Volete un gelato?
Con quei capelli biondi/rossi, occhioni neri. Nulla di ché. Ma impossibile resistere, devo proprio notarla la fede al dito? Devo proprio aver fede? Ok, passiamo oltre, andiamo avanti e cerchiamo di non sbattere la testa contro un muro. Potremmo sbattere delle uova ad esempio.
Devo calpestare la folla (non sono proprio uova, ma un po' da lontano ci somigliano), urlarci in mezzo, in modo che si blocchino tutti, aver tutti i dannatissimi occhi puntati su di me, fingere un attacco di panico, non averlo sul serio e poi ridere, una grassa risata esattamente dopo aver simulato il magro piagnone e avrò i tuoi occhi finalmente puntati su di me. E avrai puntato sul rosso, perché oggi cara, stamattina i miei occhi sono rossi. Come il cuore che disegna la L di LOVE. Ed io sono pericoloso quando i miei occhi sono rossi, segnalano DANGER, gli ormoni stanno lavorando per te.

Avevo smesso di pensare col pisello. Fate dieci anni di psicoterapia per scoprire che poi il vostro problema era una sega. Troppo razionale, ai limiti nevrotici raggiunti dal signor Gregory House. Sta impazzendo. Poi dovranno curare lui. Scopriranno che ci vorrà una sega. Già. Chi si offre volontaria? Per tagliuzzare ben bene la sua ridicola presunzione di essere un Dio in terra. S'innamorerà, già sta cedendo, s'innamorerà, cosi come s'innamora chiunque di noi. Siete tutti innamorati e innamorate vero? Ci vorrà mica un sondaggio?
postato da tandream alle ore 10/02/2007 09:07 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: panico


martedì, 06 febbraio 2007

Voglio il peluche di Woody Allen

Ho un buco allo stomaco. Dovevi proprio spararla grossa ieri sera? Adesso ho un buco enorme allo stomaco ed un nodo in gola. Adesso non vorrai mica impiccarmi? Mi hai messo alle strette. Allora stringimi, stringimi sempre di più. Non tirarti indietro. Sei la mia corda e mi dai del filo da torcere. Come se fossimo in una grotta, accendi la torcia senza torcere il muso, e anche con il raffreddore non storcere il naso, un bacio è sempre gradito e cerca di darmela un po’ di corda. Eravamo finiti nel tunnel? E ci siamo ancora, ma laggiù sembra splendere una luce. Veloci. Prendimi per mano e corriamo veloci. La strada è tutta in salita ma noi voliamo.

L’altra faccia della medaglia forse sta sogghignando. E l'altro volto della luna magari piange, e il sole? Il sole sorride sempre. La terra inizia ad urlare. Urla dal pianeta Terra. E magari qualcuno lassù raccoglierà le preghiere di qualcuno. La faccia tosta delle stelle.

Alla fine cadiamo sempre sullo stesso punto e poverino esclama. Fattosi male il punto diventa esclamativo. E’ un po’ come prenderlo nel didietro (e perché non dovrei dire culo?). Anche le parole hanno i loro sporchi gusti sessuali. Prendete le parentesi, vi fidereste a stare tra di loro mentre incombe un trattino e un punto di domanda più allungato del solito?
postato da tandream alle ore 06/02/2007 10:30 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: tre post al prezzo di uno


sabato, 03 febbraio 2007

Indovinello

Ce l'hai sotto i tuoi occhi.
Tu penserai che forse è il naso?
Ce l'hai sulla punta della lingua.
Adesso magari stai pensando al nocciolo della questione che hai ingoiato prima. No.
Ce l'hai scritto in fronte.
Stai pensando che sulla tua fronte tutti leggano SCEMO. No.
Lo senti l'alito della morte che ti soffia sul collo? Beh, guarda ti sbagli di nuovo, non è la morte.
E' qualcos'altro. Devi capire che si tratta completamente di qualcos'altro.
Sai, dicono sia scritto anche sopra le stelle.
Sì.

Oggi sei delicato ti vorrei più duro e cattivo. Non sei più lo stesso, o forse non sei mai stato te stesso.

Vivo in due e ne porto tre con me a passeggio, io sono tre al prezzo di due. Chi mi prende fa un affare!

Forse adesso hai capito. Hai capito cosa c'è dietro tutto questo. E forse adesso dovrei scriverlo per togliere ogni dubbio.

Sai cosa ti ritrovi a due centimetri dalla punta del naso e non riesci mai a coglierlo? Devo proprio dirlo, insistere, non riesci proprio ad arrivarci?

Ecco, proprio davanti a te, (e adesso o ci vorrebbe una battuta colossale oppure...), proprio davanti a te si para di fronte... l'amore.

Non ci credi? E certo. Perché prima lo devi sentire ben bene dentro di te per poterlo vedere fuori. E' un po' come un trucchetto magico. Ma funziona, caspita se funziona. Bisogna applicarsi. Sapersi applicare bene. Anche appiccicare ma non troppo. E' una sfida l'amore è una sfida ed io lo sfido a tenzoni. Da oggi si dichiara guerra all'amore.

E' un po' contraddittorio. E per fare l'amore bisogna fargli la guerra. Diciamo che anche il concetto di amore in sé per sé, è sorpassato. Così come il concetto del bene e del male. Anticaglie.

Vai, esci e fai del sesso.

L'amore, quello, si costruisce solo col tempo, con una lunga vita davanti a te e con qualcuno accanto a te.

Passo e chiudo.

postato da tandream alle ore 03/02/2007 13:14 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: ricominciare, abbandono, isteria


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