Volevo varcare la soglia di casa, poi sono entrato in cucina ed ho varcato anche la sogliola di mare, mi sono trovato di fronte anche ad una passera di mare, e che male c'era in questa maledetta primavera nel trovare uccelli marini e piatti molto piatti proprio come una sogliola, lungo il cammino mancino che procedevo lungo la mia tortuosa vita? Uscito di casa (quindi ne ero prima entrato) incontrai lungo il cammino una tortora tortuosa che si contorceva dalle risate nel cielo dipinto di blu asfalto, e sì, ché l'inquinamento oscura i cieli e tutto si ribalta ed io che volevo uscire alla ribalta da quella casa? Venire alla ribalta tutto ribaltato, un po' ammaccato ma poi avrei trovato eterno riposo sull'amaca lì, in riva al mare vicino ai rovi e i cento pensieri, di qualche Mal Diva qualunque. Ed ho tanta fretta, tanta fretta di correre ai ripari, di starmene sotto gli ombrelloni a dipingermi le guance di rosso, che il sole picchia e fa tanto male, un gran lottatore ma anche la pioggia non è da meno quando batte, una pioggia che scivola sui marciapiedi? Sicuramente una peripatetica. Ma qual era la soglia? Qual è l'ultima soglia da varcare quando ci apprestiamo ad andare via e non sappiamo dove, uscire dal cerchio alla testa come se fossimo conigli di un prestigiatore e volare via in alto a decontaminare cieli e paradisi. Parafrasando l'inferno e i purgatori dove pieni sono i bagni di gente alla riscossa, evasori, distributori di debiti automatici, infischiatori del dolore altrui. Col fiasco in mano, la popolazione intera grida al mondo me ne infischio e sarà un giorno lontano che il disprezzo dovrà pagare un alto prezzo, la dogana che porta in un posto meno da cani, più da gatti, direi in una zona quasi umana. Dov'è l'uomo?