Voglio andare via da ogni luogo, la fuga definitiva, cacciato definitivamente dal paradiso, completamente indiavolato, con le pallottole spuntate come se fossi cacciato da cacciatori scalzi, io piccolo fauno danzante, voglio andare via da ogni dove, e qual è il punto di arrivo se si vuol andare via da qualunque luogo? Via di qui, ho detto via di qui, uscire dall’entrata di sicurezza, entrare dall’uscita d’insicurezza, tracciare le orme e inseguirle, ma qui stiamo sbagliando ogni cosa, non devo io essere preda ma essere io il cacciatore, quindi perché fuggire via? Perché farsi cacciare? Sarò io colui che farà agonizzare la preda, metterò le mie radici ovunque, trappole e vecchi merletti appesi agli alberi, e nei vecchi merletti resteranno intrappolate le piccole fate dei boschi, e nelle radici sorgeranno altre radici, un piano di caccia radicale, terra terra, praticamente una sparatoria a tutto spiano, terra bruciata, piazza pulita e neanche se fossi Attila, spargerò zucchero al mio passaggio per far crescere dolcezza, dominerò ogni mio singolo sbalzo d’orrore, non avrò nessuna paura a mettere alla frusta i miei umori e non sarà concesso nessun errore, e sarà sì bello poi un giorno salire in montagna vestito da re con una sdraio in spalla e godersi un attimo di pace e il glorioso silenzio. E con il fiato magico verranno dietro di me altre creature incantate, altre scatenate e ad ogni mia parola cantata rimarranno pochi giorni contati e ore scardinate che non batteranno mai sui marciapiedi a mezzogiorno.