Tan Dream

I sensi insensati
venerdì, 22 giugno 2007

Aspettando il 7/7/2007

Fu quando quel giorno decisi di uscire di casa che avvenne l'incidente più grande della mia vita. Sì, perché fu proprio un incidente, sapete, proprio come quelle cose che ti accadono per caso, magari per casa, tipo infilare per "caso" le dita in una presa di corrente. Lo avete fatto davvero per caso? Ecco, io non credo nelle coincidenze. Quindi si da il caso, ed è proprio il caso di dirlo, che il "caso" in realtà non esiste, c'è sempre un motivo. Entrai nella macchina sotto quel sole ormai pallido di qualche anno fa (allora sì, allora era ancora pallido rispetto alle estati che stiamo vivendo adesso) e usci nella piazzetta dove un amico già ubriaco mi stava rimproverando della stessa cosa, direi che si possa chiamare ipocrisia alcolica questo tipo di comportamento, l'alcolizzato che dice all'altro "Tu sei ubriaco!". Ma furono solo pochi minuti. L'aria era grigia benché nonostante fosse estate, forse erano i miei occhi che ingrigivano le strade e la chiesa che si parava sempre alta, allora era così dannatamente alta, perché io ero così dannatamente più ragazzino. Mi lanciai con la mia vecchia Delta (e forse anche questo non fu un caso, una Delta, e potevo scegliere su quale delta del fiume della mia strada dirigermi), e mi ritrovai velocemente sotto il paese lungo una stradina con entrambi ai lati case, marciapiedi ed erba sporca di polvere. Fino in fondo a quella strada. Ritornai indietro. E quel grigiore si trasformò in un cielo nero, mi si chiusero gli occhi e mi appoggiai su un fianco mentre stavo guidando, incidentai a sinistra, esattamente come dovrebbe fare qualsiasi buon bevitore, incidentare cioé sempre e solo a sinistra. Mi addormentai sul volante e ci furono cinque minuti di silenzio universale. All'improvviso un uomo venne a bussare al finestrino, e poi vidi la mano di lei, la macchina che prendeva fiamme, i carabinieri, i pompieri e centinaia di persone che dal paesino erano tutte venute a vedere lo spettacolo. Ce ne sono pochi di spettacoli per la gente che abita nei piccoli paesini. E così mentre tutto scoppiava, io seduto sotto di lei le baciavo il collo e l'accarezzavo, intravidi anche un po' del suo seno, si lasciò baciare come se tutto fosse normale e come se tutto fosse normale prima di essere preso e portato via dai carabinieri le chiesi il numero di telefono. La settimana successiva si trasformò in colei che fu il mio amore per sette lunghi anni. Sette.
postato da tandream alle ore 22/06/2007 09:08 | Permalink | commenti (12) / commenti (12) (pop-up)
categoria: passato


giovedì, 21 giugno 2007

Il ventilatore acceso. Fuori piovevano gocce di sole, le ultime rimaste alla risata febbrile di quell'astro dio, nell'ultimo giorno più lungo dell'anno e magari ce ne fossero di giorni più lunghi di un anno, una sottile tessitura sugli alberi al calare della luna, luce ultravioletta e nero opaco più tardi, è quando il mondo si ferma, quando la luce si trattiene, come un respiro singhiozzato che tutto tracolma di tutto, c'era qualunque cosa in quel momento, qualunque cosa. E non era la pioggia di Ridley Scott, era il sole, il sole che cadeva a gocce, bagnandomi la fronte mentre ricordavo quelle parole dette un giorno: "Siamo soli noi così...senza...fiato ancora, noi che abbiamo vissuto le ore fameliche del mondo... noi che abbiamo...io...io che sono..."
Dissolvenza.
postato da tandream alle ore 21/06/2007 19:57 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: apocalissi


lunedì, 18 giugno 2007

Stagioni Diverse

L'effetto delle dita su altri polpastrelli
crea come un volo magico notturno
come se fossero piccoli pipistrelli
che alla notte lontana dedicano  la luna
mentre s'attaccano ad ogni capello
per estirparne il diavolo rosso
così come la luna si colora là dietro
sono le nostre dita a contatto
a digitare un numero magico
o a guardarci attraverso le mani
come se in esse ci fossero lenti
pronunce intensificate degli occhi
a raccontarci piano
chi oggi di nuovo siamo.

Questo per adesso è un buco
osservarci attraverso non basta
bisogna oltrepassare
oltre ogni coltre

Non è fondo, è un attraversare.

postato da tandream alle ore 18/06/2007 11:26 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: poesia


venerdì, 15 giugno 2007

Sex Bomb

Voglio una donna che sappia saltarmi addosso: una vera bomba.

Deve sapermi esplodere dentro e fuori, voglio una donna che sia una bomba ma che allo stesso tempo sia silenziosa come una mina.

Adoro le cose che sanno fare fuochi d'artificio in tutta la loro imbarazzante timidezza, al momento giusto, nel periodo giusto.

Amore saltami addosso e voglio che tu sappia farmi male con gentilezza, le tue unghie devono saper rigare piano la linea lungo la mia schiena fino al sedere. Lo sai che mi fa eccitare se mi mordi la schiena, voglio una donna con le unghie e i denti affilati.

Voglio una donna che sappia penetrarmi con lo sguardo dentro i miei occhi, che sappia rapirmi col suo amore, voglio una donna con la vista laser.

Inizio a considerare l'ipotesi di fare la corte a Wonder Woman. O magari Platinette?
postato da tandream alle ore 15/06/2007 11:17 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: desideri, sex , bomb


venerdì, 01 giugno 2007

Manc'Aria Re Spiro

Carissime e carissime,

vi scrivo questa per dirvi che mi mancate come se foste morte, foglie, come se foste mancate appunto. Dove siete decedute? Siete state recidive o avete pensato di defalcarvi a grado di vive tanto tanto ma in fondo è meglio la fossa dove si sta più bene nel profondo? Mi venite a mancare ogni tanto, un po’ siete defunte e a volte ritornate, siete creature che si reincarnano? Il giorno delle morti viventi è quando loro smettono di mettere radici dappertutto, come ad esempio le fioraie che cercano di piantare grane ovunque pur di far sapere di sé. Ed io, io vi manco sempre, io questo lo so. Vi manco sempre quando provo a prendervi di mira con la mia pistola Magnum, dovrei andare dall’oculista, sono presbite e forse ho anche strane preferenze sessuali. Ecco, io vi manco e le pallottole non so mai dove finiscono e non so mai come colpirvi davvero. Con un atto di coraggio? Con una trasgressione? Con lo striscione dietro ad un aeroplanino con su scritto “Soffoco!” ? Perché mi manca l’aria ed ho paura che quando voi non ci siete io possa diventare anche ippocondriaco e sentirmi colto dalla paura di essere travolto da mille ippopotami nella mia piccola stanza. E fuori? Come si sta fuori? Da ippocondriaco, potrei forse anche divenire ippocastano? Anche se preferisco in fondo il biondo, forse ippobiondo, ma anche ippomoro. Ma tutto questo per dirvi cosa, che mi mancate e che io manco voi? E che manco ai cani, per Diana, manco ai cani qua fuori, abbaiano, mi vogliono e vogliono il loro cibo. Spero che capiate adesso. Il succo della questione oltre ad essere una sana spremuta di meningi è che mi sento ogni tanto mancare. Ogni tanto svengo e non so mai dove cadrò esattamente.

Sinceramente vostro, anche se ritengo di appartenere soprattutto a me stesso.
postato da tandream alle ore 01/06/2007 08:49 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
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