Tan Dream

I sensi insensati
domenica, 29 luglio 2007

Del miglior amico dell'uomo

Meglio cani che male accompagnati.
postato da tandream alle ore 29/07/2007 14:15 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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domenica, 29 luglio 2007

Non porrei mai fine direi, in questo non finire mai, direi infinito durare e perdurare di una eterna lotta tra il bene e il miele, perché quando il il miele viene versato non c'è male se se ne piange un po', come se dagli occhi ne cadessero gocce a scivolare sulle gote tue come rivoli di rugiada e con un dito io potrei sì, assaggiarne un pochino, ma poi un bieco presentimento, quasi cieco, come ottenebrato, tappato, come l'eclisse del sole che ti oscura la vita intera, come se fosse un eterno non dire, un infinito remare contro per andare nel mare in tempesta, io questo ti nego mia bella, di farti calare negli occhi il buio di un cielo senza stelle, piccoli cadaveri inutili, bisognerà esserci sole luce, luce eterna, è la luce che ci parlerà del vero cuore della terra, del nostro universo, di ciò che accadrà. Nutro un sospetto e ne tolgo poi il cibo come se il bieco presentimento osservasse un po' storto i nostri baci fatti alla luce del sole. Perché sì, quelli sono fatti, fatti alla luce del sole per il sole e anche lui ci bacia perché noi siamo imbelli da soli ma oltraggiosi uniti, contro ogni remora, contro ogni onda, contro l'universo intero noi possiamo remare, noi siamo la nave, colei che si spinge oltre verso l'orizzonte e al canto di sirena non s'acceca anzi l'accoglie. Chissà mai se un giorno potremo leggere insieme queste mie cose, ti aspetto all'ombra del sospetto, sulla punta della lingua, che come sai è pronta a dirti e a pizzicarti sul più bello.
postato da tandream alle ore 29/07/2007 11:58 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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mercoledì, 18 luglio 2007

Epilogo dell'apocalissi: e alla fine fu Eucalipto

Ho inalato il profumo di eucalipto e adesso mi sento la testa girare e la lingua raccontare bugie. E' stato tutto per uno sciroppo di menta che ho iniziato a vedere tutto verde fuori e l'uomo che ho incontrato ieri sera mi sembrava il marziano pazzo del pianeta, imbevuto di menta fino alla punta dei capelli. L'omino verde non era in lavatrice e proseguiva il suo percorso in superficie lasciandosi dietro una scia d'acqua verde ammorbidita. Le sue lacrime per un amore di una Venere eclissata nei vapori di un eucalipto lì, lassù tra la criptonite e l'impotenza di un omino che divenne blu per l'amore di una Venere che non c'era più. Potrei dirvi che fosse stato il Viagra e l'omino blu che vedeva tutto azzurro, si affacciò all'oblò della sua astronave e guardava la stella del suo amore con la testa inclinata e gli occhietti a finestrella. Vedendo tutto verde, come se fossi nero dalla rabbia, riempii i polmoni di eucalipto, vidi  Mel e vidi  Gibson,  e l'omino blu fu preso dai Men in Black. E dopo che l'omino fu rapito ho capito che il profumo dell'apocalisse sarà una foglia di eucalipto blu.
postato da tandream alle ore 18/07/2007 09:10 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: apocalissi


mercoledì, 18 luglio 2007

Apocalipto

Ho l'apocalisse che mi scorre nelle vene,
oramai non posso più farne a meno,
è qualcosa di assolutamente inevitabile,
l'apocalisse nelle vene,
scorre proprio come un fiume in piena,
nell'arteria del mattino
che mi porta fino a cena,
alla tavola rotonda con i cavalieri annessi,
ho l'apocalisse nelle vene,
come se il mondo e l'universo
fossero stati divorati,
se scoppia tutto scoppia il cuore,
ho aritmia e battito accelerato,
con queste vena ai polsi scellerata,
si riconduce tutto al Big Bang,
la vita è uno grosso sparo,
un fuoco d'artificio,
lanciati come pallottole,
donne e uomini cannone,
finiremo la storia
con una grande festa in gloria.
postato da tandream alle ore 18/07/2007 08:29 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: apocalissi interiori


lunedì, 16 luglio 2007

Un deserto ricoperto di clausura là fuori, appeso al cielo come se fossero pannoloni stesi a prosciugare tutta la polvere che ingurgita la nostra Terra sniffatrice di polveri sottili, l'abbiamo drogata fino a farla riscaldare così tanto che adesso vuole ballare, girare sempre più veloce come una vecchia lampada psichedelica. C'è nell'aria, sì ce lo dicono anche gli scienziati, basta fare un lungo respiro per andare su di giri, soprattutto nelle grandi città. Ormai ci facciamo tutti inconsapevolmente perché si fa anche la terra e altro che ombelico del mondo qui bisogna trovare le narici che portano ai polmoni della Terra e mandarla in un centro i disintossicazione da qualche parte nel mondo. Terapia intensiva.  non beve neanche più questa terra, non beve più acqua, forse raccoglie adesso solo i fumi dell'alcool che evaporano dalle distillerie. Tutto potevamo aspettarci che ritrovarci dopo quasi dieci anni dal 2000 con una madre natura tossico-dipendente e un padre che ha abbandonato la casa e i figli. E i figli? E i figli stanno via via impazzendo tutti, via via, strada facendo, stiamo tutti strafatti da qualcosa e da qualcuno, strafatti e strafottenti, tra fatti e tra potenti, trafitti e delinquenti. Siamo tutti fottuti. Ho un senso di sodomia universale che mi attraversa dentro.
postato da tandream alle ore 16/07/2007 10:37 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: apocalissi


lunedì, 09 luglio 2007

Dei conti che non tornano, dei principi che vanno, delle misure e dei centimetri che contano, non c'è più matematica

Accadono numeri a volte nella vita, accadono numeri acrobatici, anzi nei loro contorsionismi cadono fino a raggiungere una somma incommensurabile, mattoncino su mattoncino, soprattutto quando a cadere sono nelle tasche di certi furbetti del quartiere e non c'è un due che tenga, che tenga ad un amore consumato, il due di picche. Accadono numeri nella vita e sono numeri numerologicamente inutili se non quelli da fare in un provino per entrare in un circo o in TV, piccoli numeri, inutili, direi quasi infinitesimali se poi vogliamo andare a cogliere il palo nell'uovo e infilarcelo dentro in una fisica quantistica dove i "quanti" non sono molecole, sono proprio quanti, la dimensione perfetta per prostitute di un certo livello e uomini di un altro. Quanto vuoi? Quanto mi dai? Il paradiso dei quanti. E le superstizioni dove ci portano, dove ci portano le superstizioni se non alle stazioni di lunga fermata dove se credi al treno della fortuna che sicuramente passerà senza accorgertene ti schiaccerà sotto le rotaie. Schiacciato dalla fortuna, altro che baciato. Con la cornucopia in testa, forse due e una copia della copia della cornucopia alla zecca di stato, quella che in Italia ti ammazza con un piccolo pizzico. Bisogna schiacciare. Zanzare, fanfare, cantare, ronzarti attorno tesoro. Noi che siamo così appiccicaticci soprattutto d'estate, noi mosconi in spiaggia a guardare i tuoi numeri, la terza, la quarta, la quinta. Oltre gli spazi sulla tua schiena ricoperta di sabbia e crema solare. E viene un momento nella vita di tutti noi in cui ci chiediamo se davvero i numeri contano. E dopo il sette, come le sette meraviglie del mondo, non ci sarà mai più nessun numero che conti davvero. A meno che non ci sia un numero capace di ragionare e questo è matematicamente irrisolvibile. Conto solo io. Adesso conto solo io, e non le pecore come forse qualcuno di voi sta pensando. Non c'è più matematica oltre all'ora di religione.

postato da tandream alle ore 09/07/2007 09:41 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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