Lei dice a lui: "Oggi sei più bello di viso!"
Lui risponde: "Preferirei essere più bello intero piuttosto che diviso."
Difficile cambiare il vecchio con il nuovo. Soprattutto quando il vecchio cammina ancora col bastone e magari ogni tanto lo punta in aria dichiarando che quelle stelle sono i Bastioni di Orione. E con che fa rima Orione? Difficile cambiare il vecchio, basterebbe forse buttarlo via nella monnezza e sarebbe facile visto che l'Italia ne è invasa. Ma dove si buttano i vecchi diari con la barba lunga e che stentano a raccontarsi ancora? Dove vanno a finire poi anche le parole scritte? E gli occhi che leggono? Che fine faranno soprattutto gli occhi che leggono? Ed io che ho visto occhi che voi neanche potreste immaginare. Lasciare qui è un po' come morire, ma bisogna morire ogni tanto per poter rinascere del tutto. Io credo fermamente nella reincarnazione delle idee. Ma anche in quella delle parole. Le parole trasformano la realtà, in ogni modo non si spengono, continuano a luccicare anche se muoiono, sono come le stelle. Basta una parola. E fu il verbo. Ma anche l'aggettivo e il pronome interrogativo. Faccio una piccola prova di trasferimento, prima da qui, poi da dove mi trovo realmente. Il sette mi perseguita. Mi farò chiamare Andrea Sette? Diventerò scrittore? Scultore di labbra? O sarò semplicemente un idiota? E' tempo di morire. Tutto ciò che cambia per adesso lo potreste provare qui. Ma nulla è ancora detto, soprattutto nulla è ancora fatto. Il fato, dove mi porterà il fato? Soprattutto la fata, dove mi porterà la fata? Ehm, sto divagando, quasi allagando, sapete, quando si aprono le dive sulle dighe per conoscerle meglio, si usa dire che si sta divagando. E loro si gettano in mare per restare divine. Eh, sì, le dee stanno nel mare. Si tuffano come sirene o come il sole all'orizzonte quando cala la notte. Sì. Sono stelle.
Dove potrei prenderla e portarla via,
quella mia dolce segreta fantasia,
dove ci ritroveremo tra un anno,
tra segreti, astri, fato e danno,
c’è stato un secondo incidente
che mi ha colpito decisamente,
se prima è stato in strada
il secondo è stato un salto in aria,
atterraggio e decollo,
e poi il collo, la bocca, gli occhi,
nessuna incertezza, nessuna amarezza
aggiungiamo zucchero alla vita
siamo ambrosia con la testa stordita
come nella teoria del caos
che nel suo disegno il pathos
unisce i puntini a forma di cuore
sarà il caso che un caotico legame
ci terrà stretti come manette
tra parole lette e parole non dette
stretti stretti ad un cuscino
ci assaggiamo piano e vicino
ci conosciamo e non ci conosciamo
ma ci amiamo, ci amiamo?
Stelle, notti, fiori e lingue
tra il troppo zucchero e il miele
l'unica nostra insulina il bacio e il fiele.
Acqua tempesta e incanto,
proprio lì, quel giorno li accanto.
Adesso scorre un fiume e ci porta via
siamo noi l'acqua e il mare,
e noi immersi come pesci e fatine.