Attimi di vetro.
Questo tramonto ha il sapore di baci sfiorati nelle nebbie di un sogno,
di sagome oscure intraviste nel morbido abbraccio della penombra,
apre spiragli di luce verso l’oceano sui cui sfociano i torrenti
delle mie speranze.
Tutto e’ già avvenuto e mai sarà.
Attimi di vetro.
Quest’alba respira aliti di vite bramate
ha lame di luce che lacerano l’impalpabile superficie delle mie illusioni.
Mi ha scaraventato oltre la soglia dell’incanto
tra suoni incolori che agghiacciano l’esile respiro del mio cuore.
Tutto e già avvenuto.
Attimi di vetro.
Questa sera socchiude gli occhi alla vista di un fiore soffocato dal gelo,
il sole cala tra i bagliori di ricordi mai nati,
tra i pezzi abbandonati dei miei attimi di vetro.
(Anonima Pupetta)
Si sonda nell’aria il sintomo inquieto di un temporale primaverile che vuol piovere assieme alla mia irrequietudine. Sono qui adesso davanti alla finestra incerata ed attraverso si snodano luci e bagliori di questa mia ora estiva, io che guardo foglie e alberi bagnati e poi asciutti come se fossero le eterne presenze della natura che affligge e indugia, soccorre e incombe come l’idea che avevo di te all’età di 17 anni quando ancora ti immaginavo lì camminare su quella strada tra gli sciabordii di un pavimento d’acqua dove poggiavi delicatamente ma con passo frettoloso le tue scarpe macchiate e luccicanti che il giorno prima riposavano nella mia stanza. Adesso camminano con te, ti vedo, vai avanti su quella strada infarinata di polvere e foglie umide. Intravedo la linea della schiena che si muove davanti a me. Io osservo come se fossi un ladro dietro una finestra il tuo andare lento e tenace.
Lo sguardo è volto adesso al mio interno e ricordo quelle ore di pioggia e la tua chioma riparata dall’ombrellino rosso che ti avevo prestato. Ricordo che la sera prima eravamo stati insieme, a godere del colore del soffitto che ci sarebbe piaciuto avere di una tinta dal colore di una notte blu riempita di stelle.
Adesso è sempre dal mio sguardo che gocciolano stelle. Piccole stelle fatte di lacrime che scivolano via, incurante me ne bagno il viso e le gote senza asciugarle. E’ stata un’altra notte che poi è finita con te che sei partita ed io che resto solo ancora a guardare dietro la finestra.
C’è il sole, le foglie spazzate dal vento, la leggera brezza, ma le tue mani e i tuoi occhi che m’imploravano amore sono scomparse. Hanno impresso un solo ardente marchio all’interno di me. Un altro giorno e tu già non ci sei più. Ma io adesso sono marchiato.
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