E chissà quante cose, ma quante cose, non ci abbiamo detto mai, e mai diremo mai, per sempre non le diremo mai. Segreti e parole segregate fino alla tomba. E se azzeccassimo l’ambo? Fino alla tombola? Sì, quella tomba là. Sono cose che capitano, e accadono le cose che capitano, cadono, cadono. Le parole che si rivestono di significato, non erano meglio nude e crude? Fanno più male forse, eppure hanno il loro fascino erotico. Io oggi mi spoglio, e come da un albero cado giù. Sarò una fogliolina intrigante? Un albero spoglio di tutte le sue foglie, o le spoglie sfoglie di una foglia. E dove le mettiamo le voglie?
Intanto che sbircio tra i fogli, col mio trifoglio alla pagina blu 32, cerco la parola “osare”. Non è osata abbastanza. Bisogna osare, osare. Non è osato ciò che si vuol trovare di nuovo.