A volte appare strano come l'anima si rubi da sola e s'involi via tra scie di rubino derubata dal diavolo in persona, da una donna, appunto non una santa, lì in quel docile inferno, dove l'angelo non gela e le ali stanno al caldo, ci si attende sicuri una calorosa stretta di mano, un caldo soffocante proprio come quando ci si bacia e ci si accorge di combaciare l'un con l'altro, in quel posticino lì al caldo. Senza sudare freddo e con le guance rosse di un bambino, così a caldo, accedendo candeline prima della cena, quella del peccato, quella che si gusta con cibo ben cotto, in quel nostro piccolo inferno di paradiso. Mangiafuoco e la fata turchina hanno scelto il luogo del loro matrimonio, ci saranno lingue di fiamme che s'intrecceranno tra loro come i capelli della fata turchina, come le mani e le code di fuochi fatui che si rincorrono sopra il mare.
Prendiamo ogni precauzione prima di prenderci qualsiasi ustione di terzo grado, non ci dovrà essere condizione caso mai unzione dei nostri visi levigati dalla tempesta, con i nostri vestiti di raso, rasi al cielo piuttosto che a terra, strisciando capovolti con i piedi verso l'alto e la testa vertiginosa per terra. Non impiccati, ma diametralmente opposti al mondo, noi camminiamo sul cielo e vi guardiamo con un occhio di riguardo, facciamo lunghi sguardi d'approvazione, e lunghi sospiri di depravazione, godiamo del vostro peccato, siamo più lerci di voi, siamo coloro che colorano la notte, siamo la gente che cammina a rovescio. Abbiamo perso ali ed abitudini, ma restiamo sempre sulle vostre altitudini, siamo elevati, spiriti sopra elevati, ascensori che non conoscono piani inferiori, siamo sempre un gradino sopra, non ci raggiungerete mai, noi abbiamo la febbre dell’intera settimana con quel gradino sopra, siamo malati e incrollabili, e non potrete mai scrollarci da su di voi. Non saremo mai valanghe, non correremo mai a perdifiato, siamo rocce ferme e vaporose, siamo le duri nuvole del cielo, gli angeli infermi al terzo piano, quelli che non discenderanno ma neanche saliranno, siamo la collera divina, siamo i piccoli dettagli quelli che tagliano col tello. Voi non lo saprete mai, chi davvero noi saremo, ma siamo qui marcescenti e denudati, i morti della notte, a ballare sulla luna rovesciata, sull'altra faccia della medaglia, per abbagliarvi con la nostra oscurità. Siamo i morti della notte, siamo la tua felicità.
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