L'effetto delle dita su altri polpastrelli
crea come un volo magico notturno
come se fossero piccoli pipistrelli
che alla notte lontana dedicano la luna
mentre s'attaccano ad ogni capello
per estirparne il diavolo rosso
così come la luna si colora là dietro
sono le nostre dita a contatto
a digitare un numero magico
o a guardarci attraverso le mani
come se in esse ci fossero lenti
pronunce intensificate degli occhi
a raccontarci piano
chi oggi di nuovo siamo.
Questo per adesso è un buco
osservarci attraverso non basta
bisogna oltrepassare
oltre ogni coltre
Non è fondo, è un attraversare.
Non s’accende il giorno la mattina
Spento il sole dietro la collina
S’attacca tutto sul cielo nero
Tra colle e colle e tracolle
Stacca la luce nel pomeriggio
Manca l’esatta corrente
Non si riconosce il corretto orario
La notte è nel giro di ventiquattro ore
Nella mia valigetta porto candele
Ne soffio una al calare di ogni ora
C’era più luce
Adesso cera.
Perfettamente sincrono tra l'alba e la fortezza
ti calerò due parole in bocca
fino a zittirti urlando a squarcia gola
parlerai solo di me d'ora in avanti
perché ti ho dato la mia parola
che l'amore non è per sempre
si sopprime piano
con una mano in bocca
basta farlo soffocare a fuoco lento.
Ma adesso calami dentro di te.
Voglio vedere cos'hai dentro.
Sa di come se fosse coma
quel tuo dormire che acclama
siccome la notte scorsa
scorsa di vista ma persa
d’altronde la rosa
che prima fu margherita
dei resti tuoi la terra
non è mica che voli via
neanche vali ma veli
veli quel viso amica
a vestirti troppo gli occhi
e la luna e la tutina
quel travestimento che indossi
se io fossi o sono paradosso
ci prendi in giro
e ti gira la testa
a volteggiare le spalle
alle volte io penso
che tutto è un segno
del destino che insegna.
Essenza filo mi perdo.
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